Auguri Ringo, talento malinconico e sfortunato dei Litfiba

Ci sono personaggi che non passeranno mai di moda, che hanno lasciato un segno incancellabile nel mondo della musica. Il grande chitarrista, il bassista, il cantante con un timbro vocale unico.

E poi ci sono personaggi che di fare la storia non ne hanno avuto troppo tempo, ma che pure la storia l’hanno segnata lo stesso, con un modo di suonare proprio, unico, con la grinta messa sul palco e non solo.

Ringo De Palma è il nome d’arte di Luca De Benedittis, sfortunato quanto talentuoso batterista dei Litfiba, ma pure membro dei Mugnions, dei Litfiba stessi e dei CCCP Fedeli alla linea.

Non solo: ha dato origine al progetto Los Quatro Gatos, interrottosi bruscamente con la scomparsa del batterista, avvenuta il 1 giugno del 1990.

Proprio LQG mettevano insieme l’energia di Ringo e le capacità di Querci, arrangiatore e musicista attivo in formazioni che spaziavano dal jazz sperimentale alla new wave.

Oggi Ringo avrebbe festeggiato 55 anni, essendo nato a Torino il 28 dicembre del 1963.

Nell’ottobre 1983 i Litfiba pubblicano l’album “Eneide di Krypton” e nello stesso periodo Ringo de Palma entra nella band prendendo il posto di Renzo Franchi.

Con i Litfiba ha inciso 3 album studio, e preso parte a numerose tournée sia in Italia che all’estero.

Nel 1990 lascia il gruppo, come pure il tastierista Francesco Magnelli, presente nelle session in studio, e il bassista Gianni Maroccolo, coi quali entra nei CCCP Fedeli alla linea. Collaborando quindi con Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni pubblica l’album Epica Etica Etnica Pathos.
Ma sulla storia di Ringo si era ormai affacciata quella bestia schifosa che è l’eroina. Che Ringo se lo è portato via, l’1 giugno del 1990, a 26 anni appena.

Piero Pelù, suo grande amico, quel giorno lo ha ricordato così in un capitolo di Identikit di un ribelle, la sua autobiografia: “Mi arrivò, nel pomeriggio, la telefonata di Antonio. Tentare di descrivere quello che si prova in quei momenti è impossibile. La quantità di dolore che ti arriva addosso, la velocità con cui si presenta…”. E ancora: “Il dolore della famiglia di Ringo è stato talmente grande che mi sembrava inutile parlare, spiegare, raccontare cosa avevamo fatto o cercato di fare” e “dopo quel giorno terribile, ho incontrato qualche volta suo fratello Marco. Con il passare del tempo, però, ci siamo lasciati andare. Lo capisco”.

Alcuni video dal web su Ringo:

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