E sona ancora, Pino! 4 anni fa l’addio al grande bluesman napoletano

“Io esisto grazie a voi”. A milioni di fan, sparsi in tutto il mondo, amanti della musica che mai dimenticheranno quell’americano con l’accento campano, quel chitarrista blues che non arrivava dalla Louisiana ma dal Quartiere Porto di Napoli.

Pino Daniele CD antologico Sony Music Italia 2018

Pino Daniele se n’è andato nel 2015 e da allora siamo tutti un po’ più soli anche se la sua voce inconfondibile, la sua chitarra suonata magicamente e le sue melodie inconfondibili e magiche sono ormai sulla soglia dell’eternità.

Sono passati 4 anni, era il 4 gennaio, e i capricci che faceva il suo cuore erano diventati un problema con cui però convivere. Fino a quella maledetta sera, quando dopo un infarto presso la sua casa di Orbetello in Toscana, arriva all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dopo vani tentativi di rianimazione, il decesso viene dichiarato alle 22.45.

Pino era nato il 19 marzo del 1955, ovviamente a Napoli.

Ricordare la commozione, ricordare le reazioni d’istinto e d’amore di milioni di fan appare banale, scontato e forse inutile.
Meglio, allora, ricordare il chitarrista Daniele, un bluesman puro, musicista innovativo tra gli Anni 70 e 80, capace di collaborare in oltre 40 anni di carriera con numerosi artisti di prestigio tra i quali: Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ralph Towner, Yellowjackets, Mike Mainieri, Claudio Baglioni, Danilo Rea e Mel Collins. Ma soprattutto Pat Metheny, Eric Clapton, Chick Corea, Robert Randolph e Joe Bonamassa.

O forse, meglio ancora, ricordarlo con la sua musica, con quelle canzoni considerate opere d’arte come Quando, Quanno chiove, Napule è, Je sto vicino a te, Je so’ pazzo. E tante, tante altre ancora.

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