10 giugno 2004: quindici anni fa l’addio a Ray Charles

Un addio di quelli pesanti. Di cui senti subito il ‘rumore’, per quello che hanno lasciato a generazioni passate e pure a quelle future. Tutti abbiamo canticchiato le sue canzoni, chi più chi meno. Tutti abbiamo ballato sulle sue musiche, intensamente o appassionatamente. O tutt’e due.

Sono passati già quindici anni dall’addio a Ray Charles, The Genius della musica, di tutta la musica.

Pioniere del soul, straordinario pianista, capace di spaziare con una semplicità disarmante dal blues al jazz, dal country al soul, sulla sua arte, perché di questo si tratta, non ha mai pesato il fatto di aver perso la vista, ad appena 8 anni a causa di un glaucoma.

Il successo arriva già 60 anni fa.

Nel 1959, infatti, in molte radio venne trasmessa la canzone What’d I Say: con questo brano, Charles riuscì finalmente ad ottenere popolarità nell’ambiente della musica pop, contribuendo anche all’affermazione del soul.

Ray Charles

Canzoni come Georgia on My Mind, Hit the Road Jack e Unchain My Heart, incrementarono ulteriormente il suo successo.

Scritta nel 1930 da Stuart Gorrell (testo) e Hoagy Carmichael (musica), Georgia on My Mind divenne universalmente popolare proprio grazie a Charles, che la registrò nel 1960 e la incluse nell’album The Genius Hits the Road. Il singolo raggiunse la posizione numero uno della U.S. Billboard Hot 100 nel novembre 1960.

Georgia on My Mind – assieme ad altri motivi come I Can’t Stop Loving You, Unchain My Heart, Hit the Road Jack – gli sono valsi tredici Grammy.

Nato ad Albany, Stati Uniti, il 23 settembre 1930, è morto il 10 giugno 2004 per le complicanze di una malattia al fegato per uso di droga all’età di 73 anni.

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