La svolta di A Saucerful Of Secrets: 51 anni fa l’ultimo Syd con i Pink Floyd

C’è stato un momento, un breve periodo, in cui i Pink Floyd sono stati in cinque.

Vero, lo erano più sulla carta, il contributo di Syd Barrett era veramente ridotto al lumicino, di lui si diceva che “non sarebbe mai più tornato al mondo reale”.

Questa porzione di tempo coincise con la lavorazione, l’incisione e la pubblicazione di A Saucerful of Secrets, il secondo album dei Pink Floyd, uscito nei negozi 51 anni fa.

Era infatti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio che l’album vice la luce, tra Gran Bretagna e Stati Uniti.

L’album venne registrato tra l’agosto 1967 ed il maggio 1968 presso gli EMI Studios di Abbey Road e ai Sound Techniques Studios di Chelsea, ma missato interamente agli Abbey Road. La copertina, formata da un collage di 13 immagini, era opera di un vecchio amico dai tempi di Cambridge, il genio ‘grafico’ Storm Thorgerson.

La lavorazione dell’album, storicamente, coincise con il vero e proprio crollo mentale di Syd. I problemi caratteriali e psicologici del genio folle di The Piper at the Gates of Dawn erano ormai evidenti e forse insormontabili. Dal vivo “a volte cantava un po’- ricorda David Gilmour, che inizialmente affiancò per poi sostituire Barrett- altre volte per nulla. Fu sempre più chiaro che non si poteva andare avanti così”.

In sostanza le uniche apparizioni di Barrett furono la chitarra su Remember a Day, Set the Controls for the Heart of the Sun e ovviamente Jugband Blues, unico brano da lui scritto e cantato, per molti il passo d’addio al gruppo: “È estremamente gentile da parte vostra pensarmi qui/E vi sono molto grato per aver chiarito/Che in realtà non sono qui/E mi chiedo chi potrebbe scrivere questa canzone…”, cantava in questa canzone.

Il paradosso è che anche Gilmour si sentì quasi ai margini del gruppo, lui che avrebbe dovuto prendere il posto di Barrett: “Ho contribuito per quel che potevo. Ero, onestamente, un po’ ai margini. Non mi sentivo un membro del gruppo”. Sappiamo tutti, poi, come le cose siano cambiate per lo stesso strepitoso chitarrista.

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