Leggendario batterista di Jimi Hendrix: 72 anni fa nasceva Mitch Mitchell

Forse era inevitabile che se ne andasse così. Non in un modo comune o, se vogliamo, banale.
In piena solitudine, in una camera d’albergo, proprio come Jimi Hendrix (anche se il più grande chitarrista della storia forse morì in ambulanza, nel tragitto che lo avrebbe portato in ospedale), con cui ha girato il mondo, conquistando milioni di appassionati, di fan.
Era malato di cuore John Ronald “Mitch” Mitchell, batterista del trio Jimi Hendrix Experience, a causa dell’alcolismo di cui soffriva. Fu trovato senza vita in un albergo a Portland, in Oregon, il 12 novembre 2008, all’età di 61 anni, a causa di un attacco di cuore che lo ha colto nel sonno.
Mitch era nato a Ealing, in Inghilterra, il 9 luglio 1947. Batterista autodidatta, era già un personaggio di spettacolo. Aveva infatti lavorato come attore per la televisione e nelle fiction radiofoniche.

Nell’ottobre del 1966 partecipò ad un’audizione e venne scelto da Chas Chandler, manager di Jimi Hendrix, per formare appunto la sezione ritmica della Jimi Hendrix Experience, assieme al bassista Noel Redding. Il suo stile e le sue capacità di batterista si adattavano bene alla musica e alle improvvisazioni del chitarrista americano, memorabile è il suo riff incalzante nel brano “Fire“.

Per Mitchell l’avventura della Jimi Hendrix Experience si concluse verso la fine dell’estate del 1969, venendo sostituito fino a quando Hendrix decise di richiamarlo per le registrazioni del suo quarto album, che non venne tuttavia mai completato a causa della morte dello stesso chitarrista.

Dopo la morte di Jimi Hendrix, Mitchell ha collaborato negli anni con altri grandi chitarristi come John McLaughlin, Larry Coryell, Jeff Beck e Muddy Waters e anche con molti altri artisti.

Era l’ultimo membro della Jimi Hendrix Experience ancora in vita.

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