Pink Floyd, Guy Pratt insultato su Facebook: ‘Sei un c…….’

La politica nella musica. E partono gli insulti. Non siamo in Italia, ma negli Stati Uniti. Vittima degli insulti di un ‘navigatore’ virtuale, il bassista (recente) dei Pink Floyd, attualmente con David Gilmour, Guy Pratt. Sulla sua pagina Facebook, infatti, il musicista si è preso un ‘coglione’ da quello che sembra essere un potenziale elettore di Donald Trump, evidentemente in risposta a delle possibili critiche che lo stesso Pratt potrebbe aver rivolto al candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

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“Sei un coglione”, gli ha scritto un certo Vince Caccavale che poi gli ha ricordato che “quando i Pink Floyd sono stati fondati tu eri un bambino” e gli ha chiesto “come fai a parlare a nome della band? Vedi di crescere e resta fuori dalla politica degli Stati Uniti”. Pratt è nato in Inghilterra, a Londra. Infine, Caccavale gli ha rivelato che sta “bruciando tutte le tue registrazioni”.

Pratt ha replicato dicendo che “bruciare le cose è il primo segnale di fascismo”, che “se vuoi ti posso dare un elenco completo di tutte le mie registrazioni da bruciare” e soprattutto “se sei un sostenitore di Trump preferirei davvero che tu non avessi nulla di me”. E non solo. Entrando nel merito della critica durissima, Pratt gli ha sottolineato che se ha postato qualcosa è perché sa che nessuno del gruppo “non era d’accordo con me. Pago le tasse qui, quindi ho il diritto di esprimere la mia opinione sulla politica degli Usa”.

 

AGA

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