L’addio a Prince. E prima ancora Bowie, Barbieri, White, Emerson…

Definire il 2016 come l’anno nero della musica è probabilmente una forzatura. Anzi, lo è sicuramente. Nei prossimi mesi, soprattutto a estate inoltrata, infatti, il nostro paese sarà ‘invaso’ da grandi artisti che, come non mai, verranno a suonare da noi. Prendiamo ad esempio David Gilmour, che si dividerà tra Verona, Pompei, Roma dopo aver suonato a settembre 2015 già nell’Arena e a Firenze (qualche indiscrezione parla addirittura di una ulteriore tappa a Lucca). Oppure i Deep Purple, che saranno, tra le altre cose, tra Genova e Brescia. O un altro grande artista, Neil Young, che suonerà in provincia di Padova, a Roma e a Lucca. Senza dimenticare ovviamente la reunion dei Guns N’ Roses, con Axl Rose protagonista anche dell’operazione (commercialissima) degli AC/DC, dove sostituirà Brian Johnson alle prese con problemi di udito.

Insomma per chi almeno nel nostro paese volesse sentire buona musica dal vivo, avrebbe l’imbarazzo della scelta.

E’ anche vero, però, che c’è una sorta di rovescio della medaglia. Da inizio anno, e qui veniamo alle note dolenti, sono scomparsi una serie di artisti che la musica l’hanno fatta, creata, migliorata, fatta amare. Detto di Prince, scomparso nei giorni scorsi  nella sua Minneapolis, ci hanno lasciati grandissimi tra cantanti, musicisti, organizzatori, produttori. Su tutti l’addio a David Bowie, morto a 69 anni il 10 gennaio. Pochi giorni dopo, appena otto, muore a 67 anni il cantante degli Eagles, Glenn Frey. Ancora a gennaio, il 28, muore Paul Kantner, leader dei Jefferson Airplane, deceduto a 74 anni.

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Se febbraio è stato clemente, con la ‘sola’ morte di Maurice White degli Earth Wind & Fire, marzo un pochino meno: l’8 è scomparso, all’età di 90 anni, George Martin, storico produttore dei Beatles; l’11 è toccato al 71enne Keith Emerson, principe delle tastiere, fondatore di due gruppi britannici, The Nice ed Emerson, Lake & Palmer. Altra morte eccellente quella dello straordinario sassofonista argentino Gato Barbieri, quello della musica di ‘Ultimo tango a Parigi’, scomparso a 83 anni  il 2 aprile.

AGA

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