“Non considero la musica su una scala temporale. Sono successe delle cose nella mia vita che hanno reso impossibile fare un album prima, una di queste è che il mio manager è morto”. Richard Ashcroft, ex frontman dei Verve, si racconta al nuovo numero di Rolling Stone. In uscita con un nuovo album, ‘These People’, l’Ashcroft di oggi che sta per partire per un nuovo tour, il 14 maggio da Manchester, si presenta con un nuovo look: capelli rasati e occhialoni.

Intervistato nel nuovo numero di Rolling Stone, uscito oggi, l’ex leader dei Verve sottolinea come non sia “molto importante quando esce un album”, e ammette che musicalmente ha cominciato a sperimentare in direzioni nuove… “Sì, c’è una chiara influenza elettronica, e un pezzo come This Is How It Feels ha un che di hip hop. Credo che la mia musica lavori su più livelli”. Altro cambio di registro con Out of My Body: “Quando parte il pezzo con quella intro, potrebbe tranquillamente essere una canzone di Johnny Cash e poi di botto si apre verso una deriva elettronica cambiando completamente. Mi piace questa libertà. Nel finale cerco di rispondere alla domanda che si fanno tutti e non riguarda solo la musica, cioè: come fare un classico senza che sembri già sentito? Bisogna capire cos’è il ‘qui e ora’. Può esserci un qui e ora del ’66, uno del ’95. Io ho cercato di capire quale fosse il mio. Se l’ho trovato? Non lo so, la faccenda è complessa”.

 

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