Gilmour a Pompei, Pratt: Non abbiamo suonato Echoes per rispetto a Rick Wright

David Gilmour lo aveva detto: non c’è Richard Wright, niente Echoes sul palco di Pompei. Molti nostalgici, evidentemente, avrebbero voluto sentire, nelle due serate che hanno segnato il ritorno del chitarrista britannico nell’anfiteatro all’interno degli scavi 45 anni dopo Live at Pompeii con i Pink Floyd, di nuovo quella straordinaria suite tratta da Meddle, in cui il piano di Richard Wright regala quella magia che ha reso la canzone unica. Sono ormai sette anni che Wright non c’è più, morto dopo una breve lotta contro il cancro (era il 15 settembre del 2008) .

Ma nonostante la puntualizzazione di Gilmour, c’è stato chi ha chiesto o detto con insistenza che avrebbe voluto sentire proprio quella canzone, una richiesta fatta, evidentemente, anche Guy Pratt, ormai storico bassista di Gilmour e dei Pink Floyd ‘post’ Roger Waters.

Pratt, sulla sua pagina Facebook, ha voluto per questo dire la sua: “E’ davvero fastidiosa la quantità di persone che continuano a chiedere o a dirmi che avremmo dovuto suonare Echoes a Pompei”, si legge nel post in cui spiega che “David ha sintetizzato perfettamente” il concetto spiegando che Echoes “è una conversazione tra due persone” e siccome Rick “è morto, non si poteva suonare”. Per cui, e qui arriva una forte accusa, “tutti coloro che non capiscono questo stanno dimostrando un’incredibile mancanza di rispetto a Rick“.

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(la foto in evidenza di Pratt è di Polly Samson)

AGA

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