Neil Young in Italia, 4 date per il padrino del rock e del grunge

“È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”. Il 5 aprile del 1994 è una data che resterà nella storia della musica internazionale: quel giorno Kurt Cobain mette fine alla sua vita con un colpo di fucile nella sua casa di Seattle e vicino al corpo viene ritrovata una lettera d’addio, per molti alla vita, per altri al mondo della musica. Nella missiva c’è un passaggio di ‘My My, Hey Hey (Out Of The Blue)’ di Neil Young, “it’s better to burn out than to fade away” (“è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”), considerato il padrino del rock e del grunge.

Forse una scelta non casuale da parte di Cobain, quindi, nei confronti di un cantante che ha fatto la storia della musica e che in questi giorni è in Italia per quattro concerti. Accompagnato dai Promise of The Real, la band di Lukas Nelson (figlio di Willie Nelson), in cui suonano Anthony Logerfo , Corey McCormick e Tato Melgar, con cui ha realizzato l’ultimo lavoro “ Monsanto Years “Album dal forte contenuto politico, ben esplicitato nel titolo, che vede l’Artista andare contro tutti: media, corporation, la compagnia agrochimica Monsanto (che opera con biotecnologie agrarie e che, a detta di molti, sta rovinando l’America con gli OGM).


Le date:
13 luglio Piazzola Sul Brenta (Pd), Anfiteatro Camerini
15 luglio Roma, Teatro delle Terme di Caracalla
16 luglio Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival
18 luglio Milano, Market Sound 

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Cantautore, figlio di un giornalista e mamma di origini francesi, Young è nato il 12 novembre del 1945 a Omemee, a 130 km da Toronto. Nella sua carriera, iniziata fondando il gruppo ‘The Squires’, decine di album da solista, supportato soprattutto dai Crazy Horse, sia in studio che dal vivo, e almeno una decina, tra studio e live, con il supergruppo CSN&Y, con David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash. Tanti gli album e le canzoni che hanno fatto la storia della musica: dalle sonorità acustiche di Harvest, in cui spicca ‘The Needle and the Damage Done’, in cui si ragiona sulle conseguenze dall’uso di eroina e ispirata alla morte del chitarrista Danny Whitten, alle canzoni contro la guerra di ‘After The Gold Rush’, da ‘Tonight’s the Night’ a ‘On The Beach’. E poi ancora ‘Like a Hurricane’,considerata come la canzone che ha ispirato il grunge. Fino alle produzioni più recenti, come ‘Rockin’ in the Free World’, traccia dell’album Freedom, decisamente più ‘rock’ e suonata, tra gli altri, dai Pearl Jam di Eddie Vedder.

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Fervente ambientalista, nel concerto Neil Young proporrà uno show unico, con una scaletta che variera’ a secondo della location, composta da un set acustico ed uno elettrico. Neil scavera’ a fondo nel suo catalogo estraendo brani storici , come non faceva da anni.

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“Alabama”, “After the Gold Rush”, “Human Highway” “My My, Hey Hey (Out of the Blue)” “Harvest Moon” sono soltanto alcune delle canzoni che potrebbero tornare in scaletta dopo decenni passati in soffitta.

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