Gilmour a Pompei, un istante di Echoes per un salto indietro di 45 anni (VIDEO)

Un accenno, poco più di un sibilo. Un istante, meno di un secondo. E con la mente, ma pure con il corpo, ecco che fai un salto indietro nel tempo, un salto lungo 45 anni. E’ un attimo, mentre sei lì ad aspettare qualcuno che 45 anni fa c’era. Eccome se c’era.

David Gilmour nei due concerti che ha tenuto a Pompei ha scelto di non voler suonare, e cantare, Echoes, la stupenda suite di Meddle. Perché “è un dialogo tra lui e Rick Wright” che purtroppo non c’è più, spiegherà su Facebook anche il bassista Guy Pratt, che suona con Gilmour fin dai tempo dell’addio di Roger Waters nei Pink Floyd.

Eppure, come spesso succede in attesa di qualsiasi concerto, nella musica di sottofondo che viene mandata, per un attimo, per un istante lungo 45 anni, spunta un accenno di Echoes. Quella piccola nota, quel suono inconfondibile che apre la canzone. E che ha fatto correre un brivido lungo la schiena alle centinaia di fans/appassionati dei Pink Floyd/Gilmour che erano già in arena in attesa del live di Gilmour, di nuovo a Pompei. Spesso, durante i concerti, si maledicono quelli che in ogni istante alzano smartphone, iPhone, ecc…per riprendere attimi o minuti o ore. Questa volta Erk Sworld, l’autore del video, va ringraziato, infinitamente. Perché ci ha regalato la storia.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *