–ESCLUSIVA– Brian Johnson sul palco entro pochi mesi? AMBROSE (Asius) a DOM: Ci stiamo lavorando, ma sarà lui a decidere (VIDEO)

Un augurio, una speranza. E, perché no, una concreta possibilità: Brian Johnson potrebbe tornare sul palco tra meno di sei mesi (“Non sarei sorpreso se tornasse tra i sei e i 12 mesi senza rischi per l’udito”, ha spiegato a Team Rock nelle scorse settimane). Ma sarà lui e soltanto lui a decidere. La precisazione l’ha data Stephen Ambrose, inventore della In-Ear Monitor e della Adel Technology, interpellato da Dangerofmusic.

“Ho una responsabilità personale non solo per proteggere da una ulteriore perdita dell’udito, ma anche per ripristinare la funzione del sentire di una persona che ha già avuto lesioni- ha detto ancora a DOM- Di tutte le persone che hanno davvero bisogno di questa tecnologia, Brian è uno dei più importanti, si preoccupa veramente e vuole aiutare la gente a sentire”. Ambrose, che sta lavorando con Johnson stesso per trovare una soluzione, si è detto sicuro che l’ex cantante degli AC/DC “vorrà urlare il nostro successo con la sua incomparabile voce, quando arriverà il giorno! Tuttavia, anche se la mia tecnologia ADEL è molto promettente e ha dato Brian una vera speranza, i nostri sforzi di miniaturizzazione dell’apparecchio sono stati molto costosi e richiedono tempo”.

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   Dopo 36 anni Brian Johnson ha lasciato gli AC/DC, a inizio 2016, per i problemi di udito causati dall’aver dimenticato di mettere i tappi alle orecchie mentre era alla guida di una potente macchina (è la sua grande passione com’è noto).

   Al fine di raccogliere i fondi necessari per il completamento e la sperimentazione di questa tecnologia con Brian, hanno anche lanciato il “rivoluzionario ADEL Drum Audiophile Earbud” su Indiegogo “per consentire ai suoi fan di proteggere il proprio udito” e per contribuire anche a finanziare, così “le possibilità di Brian di tornare sul palco”. Proprio su questo, ha sottolineato che saranno comunque medici e lo stesso cantante a dire l’ultima parola: “I medici diranno quando sarà sicuro per lui tornare sul palco e sarà poi Brian a decidere”. Al lavoro sul primo prototipo miniaturizzato che aiuterà Brian, ancora Ambrose ha detto: “Lui tornerà a cantare quando vorrà, come pure il fatto di godersi la qualità della vita a cui era abituato prima di perdere la vita”.

 

Ambrose ha poi spiegato com’è nata la sua tecnologia, rivelando l’aiuto avuto da…Stevie Wonder: “Pochi lo sanno ma Stevie Wonder  ha l’abitudine di alzarsi dal piano e ballare suonando l’armonica, rischiando così di cadere dal palco. L’ingegnere di Steve mi ha visto usare i miei In Ear Monitors e mi ha chiamato quando Stevie stava registrando l’album ‘Secret Life of Plants’ dove ho preso le sue ‘impressioni’ delle sue orecchie per adattarle ai miei ‘IEM'”. Una volta finito Wonder prese il braccio di Ambrose e disse ‘Dio mio, sono cieco’: “Era a metà tra lo scherzo ed essere serio. Era cieco dalla nascita e ha sempre ‘visto’ il mondo con le orecchie, ma non aveva mai chiuso le orecchie”, come aveva fatto in quel momento avendo sentito più del solito”.

 

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