Buon Compleanno, geniale ‘diamante pazzo’ Syd

Geniale. Quanto folle. Creativo, quanto incosciente. Rimpianto, quanto Syd Barrett. Una vita avvolta dalla leggenda, un artista unico, una mente geniale artisticamente parlando.

Nato a Cambridge il 6 gennaio del 1946, dopo un iniziale interesse per disegno e scrittura, verso i 14 anni scoprì la grande passione per la musica. Con i suoi amici Roger Waters e Bob Klose mise su un gruppo, i Pink Floyd Sound, diventati poi i Pink Floyd con Nick Mason e Richard Wright (e l’addio di Klose). Era il 1965. Già a partire dal nome, Barrett diede una risposta bizzarra, com’era nel suo stile: si dice che la scelta fu legata al nome di due dei suoi bluesmen preferiti, Pink Anderson e Floyd Council, ma lui sostenne che il nome gli era stato suggerito da alieni. E poi Pink e Floyd erano anche i nomi dei suoi due gatti.

Nel 1967 il debutto discografico, con il 45 giri su cui registrarono la canzone ‘Arnold Layne’, composta da Barrett, e quello fu anche l’anno dei primi problemi. A causa dell’uso sempre più frequente di sostanze stupefacenti e di una patologia, di cui pare soffrisse e che solo ultimamente è stata diagnosticata come essere la sindrome di Asperger, la situazione peggiorò sempre di più (anche nelle esibizioni dal vivo e nelle ospitate tv) fino alla rottura definitiva: il suo posto lo prese David Gilmour, che inizialmente doveva solo affiancarlo. Dopo di allora provò anche con una carriera da solista, condizionata però dai suoi crescenti problemi mentali e legati all’uso di droghe.

La produzione migliore è forse The Madcap Laughs, l’album dell’esordio da solista, quello di Terrapin e Octopus, pubblicato il 3 gennaio del 1970. Stesso anno, era però il 14 novembre, per il secondo e ultimo album in studio, ‘Barrett’, anche questo prodotto da David Gilmour, che suonò la batteria nella bellissima Dominoes, il basso in Baby Lemonade, l’organo in It Is Obvious, Gigolo Aunt e Wined and Dined.

Syd-Barrett-Pink-Floyd

Intanto i Pink Floyd, ovviamente profondamente ancora legati a Barrett, pubblicarono nel 1975 l’album Wish You Were Here, sostanzialmente dedicato a lui come dimostrano le tracce Shine On You Crazy Diamond e Wish You Were Here. E qui, l’episodio, per certi versi leggendario. Abbey Road Studios, i Pink Floyd stanno registrando ‘Shine On You Crazy Diamond’, quando improvvisamente si presenta un uomo completamente rasato: era Syd. Senza capelli, senza sopracciglia e obeso, si presentò negli studi con aria distratta, senza essere riconosciuto dai suoi ex compagni. Dopo parecchio, fu Gilmour a capire chi fosse, tra stupore e commozione da parte di tutti, lo stesso Gilmour si lasciò andare in un pianto (“Si lavava i denti saltellando”, ricorda). Dopo aver ascoltato Shine On, dopo aver pranzato insieme, Barrett sparì allo stesso modo con cui era apparso.

   “Sarà pesato 110 kg, nessuno di noi lo aveva riconosciuto, Roger aveva le lacrime agli occhi, anche io, fu scioccante. Dopo sette anni di totale assenza di contatti, si presenta mentre stavamo registrando quella traccia: sarà stata una coincidenza? O il destino?”, le parole del compianto Richard Wright.

   Geniale quanto folle, il chitarrista fondatore dei Pink Floyd se ne è andato il 7 luglio del 2006, in quel silenzio in cui era finito dopo l’addio forzato dai suoi Pink Floyd a causa dei tanti problemi, anche mentali e legati all’uso di droghe, che lo avevano portato a non poter più dare quel tocco di genialità che aveva reso unico il sound della band britannica.

 

 

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