Waters e il muro di Trump, FORSE ‘THE WALL’ IN MESSICO?

Una prima integrazione alle date già ufficializzate del ‘Us+Them tour’ è già stata fatta: Roger Waters ha annunciato attraverso i social 11 nuovi concerti per il Nord America: 54 date in tutto ad oggi per questo 2017, tra Stati Uniti e Canada.

Una voce, però, circola da alcuni giorni circa l’ipotesi che vorrebbe Waters portare ‘The Wall’ in Messico, davanti al muro che Trump ha intenzione di costruire al confine con gli Usa. Già la scorsa estate il bassista fondatore dei Pink Floyd si era esibito a Città del Messico e, non solo in quella occasione, si era scagliato contro l’attuale presidente Usa, all’epoca solo in corsa per il dopo Obama: durante l’esibizione di Pigs, su uno schermo gigante Trump era stato proposto in tutti i modi (peggiori) possibili ed erano apparse scritte come ‘maiale, ladro, xenofobo, razzista’.

Recentemente, durante la conferenza di presentazione di una mostra sui Pink Floyd che partirà a maggio,The Pink Floyd Exhibition: Their mortal remains’, sulla possibilità di portare The Wall in Messico, Waters aveva detto: “The wall è di grande attualità, soprattutto ora con Trump e le sue dichiarazioni sui muri e la sua capacità di creare la massima ostilità tra razze e religioni diverse.  The wall parla di come possa essere dannoso costruire mura sia a livello personale che a livelli più ampi. Bisogna restare in allarme davanti a queste politiche di estrema destra. Le fogne sono colme di avidi uomini di potere e la musica deve esprimere una forma di protesta”.

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