Pink Floyd e ‘The Final Cut’: 34 anni fa l’album d’addio (alla band) di Roger Waters (VIDEO)

“Non esisteva più una band”. I fan della prima ora dei Pink Floyd, quelli che hanno avuto la fortuna di viverli nel pieno della loro attività e soprattutto nella formazione principale, ne ebbero la conferma dalla Primavera del 1983.
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   Chi li visse in quel periodo, capì da piccoli grandi segnali che la band che aveva preso una strada che nessun fan avrebbe mai voluto. Il 21 marzo del 1983 uscì The Final Cut, album decisamente sottovalutato dei Pink, nonostante canzoni come ‘The Fletcher Memorial Home’, ‘Southampton Dock’, ‘The Final Cut’ o ‘The Gunner’s Dream’Ma seppure The Final Cut fu un album sofferto in tutto, dalla realizzazione a quello che lasciò nella band, dopo l’uscita in Inghilterra conquistò la prima posizione e poi anche in Italia. Un album certamente non semplice, un album ispirato dalla ritorsione militare del Governo inglese contro l’Argentina dopo l’invasione delle Falkland (“Non sono necessariamente pacifista e penso ci siano guerre che purtroppo vanno combattute ma non sono affatto convinto che quella delle Falkland sia una di queste”, diceva Roger Waters, come riportato da ‘Il Fiume infinito’ dei Lunatics). Ma soprattutto un album ispirato ad Eric Fletcher Waters, il papà di Roger, ufficiale britannico morto durante la seconda guerra mondiale. “Ho incominciato a scrivere questa cosa su mio padre. Era il mio momento felice e sono andato avanti”, il ricordo di Roger.
   Fu l’album ‘finale’, quello del ‘taglio’ di Roger Waters con i Pink Floyd. The Final Cut fu un album tutto suo, dal titolo alla copertina, dalla produzione alla scelta di realizzarlo senza Richard Wright,  compagno di un tempo, con lui fin dalla nascita dei Pink Floyd, ora allontanato per divergenze musicali.
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E poi ancora le presenze di David Gilmour e Nick Mason (ormai i Floyd erano ufficialmente un terzetto) ridotte al ‘minimo indispensabile’ (anche se l’assolo di David in The Fletcher Memorial Home è tanta roba): tutti grandi piccoli segnali che portano a pensare non ad un qualcosa di positivo pensando al futuro del gruppo. “Era una lotta tra cani e gatti- disse Waters- Stavamo finalmente accettando che non eravamo più un gruppo”. Nel 1985 Roger salutò e intraprese la carriera da solista.
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