PINK FLOYD, 49 anni fa la separazione da SYD BARRETT (video)

“Porca puttana! ‘Arnold Layne’ è la prima canzone veramente inglese che parlava della vita inglese con un testo incredibile. Sicuramente ha aperto delle porte e permise di fare cose che fino a quel momento erano inimmaginabili”. Pete Brown è un produttore discografico, poeta e musicista inglese. Non è uno qualsiasi. Pete Brown è noto per la sua collaborazione con Jack Bruce dei Cream: con lui ha scritto, tra le altre, Sunshine of Your Love. Insomma no, non è uno qualsiasi. E, dall’alto della sua esperienza non ha nascosto la sua emozione per ricordare quando ha ascoltato per la prima volta la canzone del debutto dei Pink Floyd, appunto ‘Arnold Layne’, scritta da Syd Barrett.
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   Syd Barrett è stato un cantautore, pittore, chitarrista. Ma soprattutto è stato colui che milioni di fan dei Pink Floyd non smetteranno mai di ringraziare: dal suo genio, infatti, ha preso vita, corpo il progetto floydiano che da oltre 50 anni emoziona musicisti, appassionati, curiosi e fan di tutto il mondo.
   Un sodalizio, quello tra Barrett e gli altri membri dei Pink, a cui si aggiunse in un secondo momento David Gilmour, chiamato proprio a sostituire Barrett, appunto destinato a interrompersi presto, il tempo di un album e mezzo. Da allora, era il 6 aprile del 1968, sono passati 39 anni ma la figura leggendaria di Barrett nessuno l’ha voluta mai ‘archiviare’. Anzi.
   Geniale quanto folle, il chitarrista fondatore dei Pink Floyd Barrett se ne è andato il 7 luglio del 2006, in quel silenzio in cui era finito dopo l’addio forzato dal suo gruppo, dalla sua creatura, a causa dei tanti problemi, anche mentali e legati all’uso di droghe, che lo avevano portato a non poter più dare quel tocco di genialità che aveva reso unico il sound della band britannica.
Nato a Cambridge il 6 gennaio del 1946, dopo un iniziale interesse per disegno e scrittura, verso i 14 anni scoprì la grande passione per la musica. Con i suoi amici Roger Waters e Bob Klose mise su un gruppo, i Pink Floyd Sound, diventati poi i Pink Floyd con Nick Mason e Richard Wright (e l’addio di Klose).
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Era il 1965. Già a partire dal nome, Barrett diede una risposta bizzarra, com’era nel suo stile: si dice che la scelta fu legata al nome di due dei suoi bluesmen preferiti, Pink Anderson e Floyd Council, ma lui sostenne che il nome gli era stato suggerito da alieni. E poi Pink e Floyd erano anche i nomi dei suoi due gatti.
   Nel 1967 il debutto discografico, con il 45 giri su cui registrarono la canzone ‘Arnold Layne’, composta da Barrett, e quello fu anche l’anno dei primi problemi. A causa dell’uso sempre più frequente di sostanze stupefacenti e di una patologia, di cui pare soffrisse e che solo ultimamente è stata diagnosticata come essere la sindrome di Asperger, la situazione peggiorò sempre di più (anche nelle esibizioni dal vivo e nelle ospitate tv) fino alla rottura definitiva: il suo posto lo prese David Gilmour, che inizialmente doveva solo affiancarlo.
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   Il divorzio fu ufficializzato il 6 aprile ma il suo contributo musicale alla ‘causa’ Pink Floyd si era fermato già a gennaio, in occasione della registrazione di ‘Saucerful of Secrets’, album che si conclude con ‘Jugband Blues’, dello stesso Syd.
   Dopo di allora provò anche con una carriera da solista, condizionata però dai suoi crescenti problemi mentali e legati all’uso di droghe. Profondamente legati a Barrett, i Pink Floyd pubblicarono nel 1975 l’album Wish You Were Here, sostanzialmente dedicato a lui come dimostrano le tracce Shine On You Crazy Diamond e Wish You Were Here. E qui, l’episodio il famoso di Barrett e dello spazzolino da denti. Senza capelli, senza sopracciglia e obeso, si presentò negli studi di Abbey Road con aria distratta, senza essere riconosciuto dai suoi ex compagni. Dopo parecchio, fu Gilmour a capire chi fosse, tra stupore e commozione da parte di tutti (lo stesso Gilmour si lasciò andare in un pianto). Dopo aver ascoltato Shine On, dopo aver pranzato insieme, Barrett sparì allo stesso modo con cui era apparso. Ma non dai cuori di milioni di fan.

 

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