Robert Nesta Marley, ‘Bob’ Marley per il mondo intero, se ne è andato 36 anni fa. Il re, il Profeta del reggae se ne andò l’11 maggio del 1981 per colpa di un tumore che lo aveva colpito all’alluce destro, un melanoma maligno che se lo portò via lasciando milioni di fans nel dolore.
   Bob era appassionatissimo di calcio. Era maggio del 1977 quando si trovava a Parigi in tour. Per spezzare la monotonia giocò una partita, pare all’hotel Hilton: si fece male ad un piede, sembra che riportò una ferita all’alluce destro. Costretto per questo ad annullare dei concerti, si sottopose a delle analisi (l’unghia si era staccata, seguì il consiglio di un medico) e l’esito fu terribile: melanoma maligno sotto l’unghia. Da alcuni medici gli fu consigliato di amputare l’alluce, per diversi motivi, anche quello della superstizione, si preferì di no. Alla fine si decise di intervenire solo sul letto dell’unghia: il melanoma non fu curato completamente e arrivò fino al cervello. Nonostante il cancro, riuscì a prendere parte al One Love Peace Concert, un grande concerto tenutosi nello stadio nazionale di Kingston il 22 aprile del 1978. Fu un evento storico: mentre cantava Jammin’ Bob convinse i due principali esponenti politici isolani, Michael Manley (PNP) ed Edward Seaga (JLP), a stingersi la mano. Nel 1979 fu invece prodotto un album pregno di significati politici, Survival, contenente canzoni come Zimbabwe, Africa Unite, Wake Up and Live e Survival, che riportavano l’attenzione di Marley alle sofferenze dei popoli africani. Agli inizi del 1980 fu invitato alle celebrazioni del 17 aprile per l’indipendenza dello Zimbabwe.
   Bob Marley era nato il 6 febbraio del 1945 a Nine Mile, un villaggio della Giamaica. Musicista, filosofo, la sua attività è iniziata nel 1961 con il primo singolo Judge Not. Nel 1964 il primo passo verso il successo: Bob fonda i The Wailers, la band che lo seguirà nei suoi successi. Il primo album dei Wailers, Catch a Fire fu pubblicato su scala mondiale nel 1973, riscuotendo successo. Negli anni successivi arrivarono successi come ‘Get Up, Stand Up’, ‘I Shot the Sheriff’. E poi ancora Exodus, Kaya, No Woman No Cry, Sun is Shining. E poi ancora album come Rastaman Vibration e soprattutto come Uprising.
Oggi ancora la sua musica viene ricordata e presa a simbolo di pace, di speranza di pace. Tantissime le cover, i tributi. O le nuove versioni di canzoni straordinarie a cui è stata data nuova vita. Come nel caso del progetto Playing For Change, musicisti anche di strada in qualche modo riuniti, che hanno proposto una nuova versione di diverse canzoni di Bob Marley.
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