ROGER WATERS: Stare di fronte a un pubblico mi piace. Ma quando ero giovane…

Da The Wall…a The Wall: “Con il passare del tempo ho capito che stare di fronte a un pubblico mi piace”. Ma quando era più giovane…”non la vedevo così, ma il tour di The Wall – e  i due precedenti – mi hanno fatto capire quando la gente sia legata alla mia musica”.
     Eppure 40 anni fa, era il 6 luglio del 1977, Roger Waters non la pensava così. Forse leggenda, o forse no, risale ad un concerto a Montreal, era l’ultima tappa del tour ‘In The Flesh’, il famoso episodio della lite con un fan forse troppo irruento a cui sputò addosso. “Appena mi arrivo’ a tiro, gli sputai in faccia. Sono rimasto disgustato da me stesso”, il pensiero di Waters quando ricorda quell’episodio.

 

 
Dopo l’incidente, l’idea del “muro tra noi e il pubblico” ed e’ per questo “che il disco ha preso forma”, ha sempre ricordato a proposito di quel fatto. Sono passati 40 anni, ma sentendo il Waters di oggi, intervistato dal mensile Rolling Stone, sembra molto di più: “Provo sentimenti incredibili quando sono in una stanza con persone che sentono queste cose- ha detto ancora Waters nell’intervista- C’è un vero senso di comunità durante i miei concerti, sento una vera connessione con il mio pubblico, è qualcosa che voglio continuare a fare finché ne avrò le forze”.
   Prima di iniziare il megatour di The Wall iniziato nel 2010 e che lo ha visto suonare in Italia nel 2011 e poi nel 2013 (Milano, poi Roma e Padova), Waters disse che sarebbe stato l’ultimo tour: “Forse anche questo (US+THEM, al via in Nordamerica dal 26 maggio 2017, ndr) sarà l’ultimo, di sicuro non ringiovanisco con il tempo. Diciamo che è una mia dipendenza”. In quel The Wall live fece circa 200 concerti: “In questi anni dopo la fine del tour mi sono spesso ritrovato a pensare: ‘Sai, forse ne ho ancora un altro dentro di me’. Mentre registravo il nuovo disco pensavo ‘Sai che c’è? Forse tiro su uno spettacolo e giro il mondo un’ultima volta’“. O forse no.

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