Poeta, compositore, scrittore, cantautore. E ora anche Premio Nobel. Che oggi, 24 maggio, compie 76 anni. Tanti auguri a Robert Allen Zimmerman, il menestrello Bob Dylan, è nato il 24 maggio del 1941 negli Stati Uniti, a Duluth, nel Minnesota.
Autore di capolavori come Knockin’ on Heaven’s Door, una delle canzoni più rielaborate o semplicemente rifatte di sempre; Blowin’ in the Wind, forse la più famosa canzone pacifista mai scritta; All Along the Watchtower, Mr. Tambourine Man e l’infinita Like a Rolling Stone, ha iniziato la sua carriera nel 1959. Da allora ha inciso oltre 50 album, il primo nel 1962, era il 19 marzo: l’omonimo ‘Bob Dylan’, nonostante contenesse canzoni come Highway 51 Blues e In My Time of Dyin’ (una canzone tradizionale arrangiata dallo stesso Dylan) non ottenne un grande successo.
Con canzoni come Blowin’ in the Wind, viene considerato come una figura chiave del movimento di protesta in America. Proprio questa canzone, riproposta in tantissime versioni da altri artisti come Joan Baez, Neil Young, Bruce Springsteen e nel 1994 inserita nella Grammy Hall of Fame, il suo testo addirittura nel 1975 è stato inserito in un’antologia di poesia come testo scolastico in una scuola superiore dello Sri Lanka. E poi addirittura venne adottata da molte associazioni religiose sia cattoliche che protestanti. Nel 1997, poi, lo stesso Dylan eseguì la canzone davanti a Papa Giovanni Paolo II, che disse alla folla di 300,000 giovani cattolici come la risposta fosse effettivamente “in the wind” (“nel vento”) – non nel vento che fa volare via le cose, ma piuttosto “nel vento dello spirito” che porta a Cristo.
   Inventore del folk-rock autore del primo album doppio della storia del rock (Blonde on Blonde, del 1966), il video promozionale del brano Subterranean Homesick Blues (1965) è considerato da alcuni il primo videoclip in assoluto, in grande anticipo sul famoso video di Thriller di Michael Jackson, canzone pubblicata il 12 novembre 1983. L’album Great White Wonder del 1969 ha invece lanciato il fenomeno dei bootleg.
   Tra i tanti riconoscimenti che gli sono stati dati, il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale) nel 2000, il Premio Oscar nel 2001 (per la canzone Things Have Changed, dalla colonna sonora del film Wonder Boys, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe), il Premio Pulitzer nel 2008, la National Medal of Arts nel 2009 e la Presidential Medal of Freedom nel 2012.
   La rivista Rolling Stone lo inserisce al secondo posto nella lista dei 100 miglior artisti e al settimo in quella dei 100 migliori cantanti. Nel 2015 è stato nominato, sempre dalla stessa rivista, come il più grande cantautore di tutti i tempi.
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