A dir poco clamoroso. Quando si legge accusa di plagio, automaticamente viene da pensare ad una canzone, ad una melodia o a un testo. Recente, ad esempio, il caso (risolto) dell’accusa che gli Spirit avevano rivolto ai Led Zeppelin: Stairway to Heaven, soprattutto nell’attacco, secondo loro ricordava troppo ‘Taurus’. Non per un giudice. E poi ancora il clamoroso caso di Michael Jackson e Al Bano.
   E poi il caso di ‘Shape of You’, la vendutissima canzone di Ed Sheeran che secondo le accuse sarebbe troppo simile a ‘No Scrubs’, successo Anni 90 della girl band TLC. Per non finire in tribunale, infatti, Sheeran ha cambiato i famosi ‘credits’ della canzone inserendo gli autori di ‘No Scrubs’, pare per non finire in tribunale. Un caso di plagio della cover di un album (la copertina), resta però difficile da trovare. Un recente caso con un’accusa di plagio di copertina ha riguardato l’album ‘Gigi D’Alessio 24.02.1967’ del cantautore napoletano: come nell’album ‘Eppure soffia’ di Pierangelo Bertoli del 1976, infatti, spicca una carta d’identità.
   L’accusa, di queste ore, riguarda ‘nientepocodimeno’ che ‘Is This the Life We Really Want?’, ovvero l’ultimo album di Roger Waters. Sulla copertina dell’ultimo album inedito del bassista fondatore dei Pink Floyd, infatti, il nome dell’album spicca in una serie di cancellature. Un’arte, questa, anzi un linguaggio artistico che sarebbe caratteristica di Emilio Isgrò, artista italiano classe 1937. Nell’album, anzi nella cover, il tribunale di Milano ha ravvisato gli estremi del plagio delle opere di Isgrò. Questo, nella copertina e nel libretto, sia del formato fisico, sia del formato digitale del disco: è stato quindi emanato un decreto urgente per ‘impedire la propagazione dell’illecito’. Sospesa, quindi, la vendita del nuovo album di Waters: la Sony Italia, quindi, non può vendere più vendere l’album. Il 27 giugno è in programma una nuova udienza che farà luce sulla vicenda. Speriamo.
Dall’album di Waters
Emilio Isgrò
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