“E’ un plagio, palese. E sono contento della decisione dei giudici”. Emilio Isgrò è quasi intimidito, vorrebbe non entrare troppo nel particolare: “Meglio che a rispondere siano gli avvocati”. Emilio Isgrò è un artista siciliano, di Barcellona-Pozzo di Gotto, con oltre 1.000 like sulla pagina Facebook, ma con una grande esperienza. Definito ‘Artista concettuale e pittore – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista‘, Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti a livello internazionale tra XX e XXI secolo. A partire dagli Anni 60, Isgrò “ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977)”, si legge nella sua biografia.
In questi giorni il suo nome è tornato sulle pagine di tutti i giornali, anche stranieri, per la vicenda che lo vede vittima di plagio da parte di Roger Waters, per la copertina del suo nuovo album di inediti, uscito il 2 giugno, ‘Is This the Life We Really Want?’. Per questo il Tribunale di Milano ha sospesa la vendita dell’album, in attesa della sentenza del 27 giugno che dovrebbe far luce, magari mettendo la parola fine, sulla vicenda.
“Sono contento della decisione dei giudici- ha detto ancora Isgrò- E confido in una decisione definitiva e favorevole. Si tratta di plagio, è considerato un plagio più che palese. I giudici hanno deciso secondo verità e giustizia. Mi rimetto alla loro decisione. I Pink Floyd? Mi piacciono molto come gruppo, li ho sempre ascoltati“.

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