Una morte leggendaria, una leggenda mai morta. Oggi come ieri, come 46 anni fa. Una vasca da bagno. Il cuore che si ferma. E poi il mistero, i dubbi, e le certezze, le insinuazioni e le leggende. C’è tutto questo, e molto altro ancora, dietro la figura di Jim Morrison, cantautore e poeta statunitense, nato l’8 dicembre del 1943 in Florida, morto (?) a Parigi il 3 luglio del 1971. 
 Appassionato di cinema, poesia e teatro, la vita artistica di Jim Morrison ha una svolta nel 1964, quando arrivò all’UCLA di Los Angeles. Ai corsi di cinematografia conobbe Ray Manzarek, che nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach, sentì Jim cantare Moonlight Drive a cappella. Fu lì che Ray chiese a Jim di formare un gruppo, in cui confluirono il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore.
   ‘Leggendaria’ la scelta del nome della band da parte di Jim: deriva dal verso di una poesia di William Blake, ripreso a sua volta dallo scrittore Aldous Huxley nel suo saggio “The Doors of Perception” sugli effetti della mescalina: “Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è: infinita”, recita il verso di Blake.
   Il 4 gennaio del 1967 l’Elektra pubblicò il primo album, The Doors, che fu un successo diventando uno dei dischi più venduti dell’anno. Dal vivo, l’incognita Morrison, il ‘Re Lucertola’, era sempre presente: poteva spogliarsi, mostrare le parti intime, come pure interrompere una canzone per parlare con il pubblico. In più di una occasione le sue esibizioni furono interrotte, anche dalla polizia, dopo aver addirittura scandalizzato i presenti.  
Il 25 luglio la canzone Light My Fire raggiunse il primo posto della classifica di Billboard mentre nell’ottobre del 1967 uscì il secondo album Strange Days.
Per quanto riguarda gli altri album, con i Doors ha pubblicato anche album come Waiting for the Sun (1968), The Soft Parade (1969),  Morrison Hotel (1970), L.A. Woman (1971). Tra i postumi, spicca An American Prayer, del 1978.
   Dopo L.A. Woman, Jim lasciò la band, trasferendosi a Parigi con la compagna Pamela Courson. Dove morì (?). E proprio su questo, il mistero rimane, ancora oggi. Ufficialmente è stato trovato morto nella vasca da bagno nell’appartamento doveva viveva, nel quartiere Marais, ma il suo corpo, oltre alla sua fidanzata e al suo dottore, scomparsi anche loro a distanza di tempo non troppo lungo, non lo ha visto nessuno.
   Per evitare un continuo via vai di fotografi, persone famose e gente comune, si decise per una cerimonia funebre semplice all’interno dello storico cimitero parigino Père Lachaise, dove sono sepolti altri grandi artisti, alla quale erano presenti la stessa Pamela, Bill Siddons e al massimo altre 4 o 5 persone. Da allora il pellegrinaggio alla tomba è incessante, come pure, però, la leggenda che vorrebbe Jim vivo, trasferitosi Marocco dopo essere stato ‘avvistato’ a Parigi dopo la data della sua morte.
Ma con la sua scomparsa ha fatto nascere il mito delle J maledette e quello del club dei 27. Come Jim Morrison, Brian Jones, Janis Joplin e Jimi Hendrix, aveva la ‘J’ nel nome (o nel cognome) e come loro, come pure, in un secondo momento, Kurt Cobain e Amy Winehouse, è scomparso a 27 anni.
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