“…I’ll see you on the dark side of the moon…”. Un verso famosissimo, che forse anche i non appassionati dei Pink Floyd conosceranno: chiude Brain Damage, la nona e penultima traccia di The Dark Side Of The Moon, un album da record, che ha segnato la storia della musica internazionale. Un album che ancora oggi, dopo 44 anni dalla sua pubblicazione, conquista con la qualità della sua musica, dei suoi testi. E anche con la copertina, quella del prisma, ideata da Storm Thorgerson.

 

Eppure…“Io sono arrabbiato con i Pink Floyd, non esiste alcun lato scuro della luna!”. Un parere scientifico, magari detto come battuta, ma pur sempre un parere (illustre) scientifico. L’accusa, se così si può chiamare, arriva da Neil deGrasse Tyson, celebre astrofisico, per il quale appunto “non esiste nessun lato oscuro della luna”.

 

 

Roger Waters, autore di gran parte dei pezzi dell’album, ha già spiegato cosa intendesse dire con quel verso, chiaramente nessuna motivazione scientifica dietro: “Quando dico ‘I’ll see you on the dark side of the moon’– ha detto al riguardo il ‘Genio creativo dei Pink Floyd’- ‘ci vediamo sul lato oscuro della luna’, ciò che intendo è ‘se credi di essere l’unico nella tua condizione…se ti sembra di essere folle, perché credi che ogni cosa sia folle, beh non sei solo”.

“Non esiste un lato oscuro- ha ribadito invece Tyson, intervistato da ‘Hollywood reporter’- C’è un lato lontano e c’è un lato vicino, ma tutti i lati della luna ricevono la luce del sole”. Quel titolo, continua lo scienziato, lo ha costretto a dover  spiegare “il malinteso.  Se avessi avuto la macchina del tempo sarei tornato indietro nel tempo per cambiare il titolo dell’album in The Far Side of the Moon“.

Dopo le accuse di plagio da parte di Emiliano Isgrò ora anche le accuse da parte del mondo della scienza: non c’è proprio pace per Roger Waters…

 

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