Rispettato, apprezzato, ma anche incompreso, com’è prerogativa dei geni. Accusato di aver messo fine alla storia dei Pink Floyd con l’addio del 1985, di aver messo in un angolo Richard Wright. Ma non solo: ‘The Wall’ e ‘The Final Cut’ sono più album suoi, da solista piuttosto che attribuibili ai Pink Floyd. Storicamente Roger Waters non è mai stato uno capace di unire. Anzi. Se possibile anche oggi, in quello che dovrebbe essere il suo ultimo tour continua a dividere: chi è per Trump e chi è contro (lui), chi vorrebbe un concerto ‘solo’ di musica e chi lo vorrebbe così com’è da 50 anni a questa parte. Ma quello che conta è che lui è Roger Waters, il ‘Genio creativo dei Pink Floyd’, capace di prendere un’ eredità pesante come quella lasciata da Syd Barrett e di portare nella leggenda quel gruppo incredibile che sono ancora oggi i Pink Floyd.

Vent’anni di folle originalità, di creatività che ancora oggi lascia a bocca aperta ma che fa comunque anche discutere (il consenso unanime non è da Roger Waters…) com’è ad esempio per l’ultimo lavoro da solista, quel ‘Is This The Life We Really Want?’ che sta (ovviamente) facendo discutere per un caso di plagio (della copertina!).

Amato o discusso, Roger è sulla breccia da sempre. George Roger Waters festeggia oggi 74 anni: è nato in Inghilterra il 6 settembre del 1943 e con i Pink Floyd ha inciso 12 album in studio, 4 da solista. Particolare importante: ha fatto la storia della musica.

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