Tralasciando per un attimo la qualità della sua musica, una delle caratteristiche di Rick Wright era sicuramente la discrezione. Syd Barrett prima, poi Roger Waters, infine David Gilmour sono stati i Personaggi, quelli con la ‘P’ maiuscola, che hanno fatto, e fanno tutt’ora, parlare, nel bene e nel male dei Pink Floyd.

Ancor più che Nick Mason, Wright non è mai andato oltre la magìa della sua musica, ‘limitandosi’ ad emozionare con la sua tastiera, con il suo pianoforte, lasciando ad altri polemiche su scelte, leadership e quant’altro nella band. C’è stato solo un momento in cui ha fatto sentire la sua voce, non ha nascosto il suo disappunto. E lo ha pagato caro, con l’esclusione dal gruppo: era il periodo di The Wall, a cui però lavorò comunque nella trasposizione live dell’album capolavoro, ma che peggiorò con The Final Cut, in cui venne estromesso definitivamente dai Pink Floyd. Prima, però, di venir richiamato prima come guest, poi reintegrato in pieno, a partire da A Momentary Lapse of Reason.

Richard William Wright se n’è andato 9 anni fa, dopo una breve lotta contro il cancro. Era il 15 settembre del 2008, era nato a Londra il 28 luglio del 1943.

Richard, anzi Rick Wright manca a tutti. A Gilmour, che lo ha definito il partner ideale e senza il quale ha depennato definitivamente Echoes dalla scaletta dei suoi live. Manca all’altro ‘timido’ Nick Mason, l’unico a sperare forse ancora oggi in una reunion del gruppo e per questo consapevole che senza Wright da impresa è diventata impossibile. E manca sicuramente anche a Roger Waters, nonostante sia stato l’unico a litigare con Wright, ma pure lui cosciente del fatto che nessuno potrà mai sostituirlo, neanche quel grandissimo artista che è Jon Carin.

Ma, soprattutto, Rick Wright manca al suo pubblico, al pubblico della band che ha cambiato il mondo della musica. Quel suono inventato per l’apertura di Echoes, quella melodia incredibile di The Great Gig In The Sky. Nel 2002 partecipò come ospite ad un concerto acustico di David Gilmour a Londra: quando fece il suo ingresso sul palco per cantare la sua Breakthrough, la lunga ovazione del pubblico lo emozionò tantissimo.

Tra i fondatori dei Pink Floyd, con Syd Barrett, Nick Mason e Roger Waters, come detto visse un rapporto conflittuale con quest’ultimo. Da solista, invece, Wright pubblicò due album che non ebbero adeguata risonanza: nel 1978 ‘Wet Dream’ e nel 1996 Broken China che contiene la straordinaria Breakthrough (con gli Zee, un duo formato da lui e Dave Harris, ha pubblicato anche Identity nel 1984).
Maggiore fortuna ne ebbe, quindi, con i Pink Floyd, con veri e propri capolavori indimenticabili. Come Summer ’68 o con l’intro straordinaria di Echoes, il ‘dialogo’ tra lui e Gilmour, la straordinaria The Great Gig in the Sky, e poi Shine On You Crazy Diamond e Us and Them.

 

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