Una fine triste, in piena solitudine. Perché pure dimostrare di avere una voce incredibile, pur incidendo canzoni che hanno fatto la storia della musica, purtroppo non sempre significa avere una vita privata altrettanto bella e serena.

Janis Joplin, come Jimi Hendrix, se n’è andata in totale solitudine, una morte arrivata troppo presto e scoperta troppo tardi. Era il 4 ottobre del 1970 quando il corpo senza vita della strepitosa cantante statunitense, veniva ritrovato in una stanza d’albergo ma a Los Angeles, al Landmark Motor Hotel di Hollywood: il decesso era avvenuto circa 18 ore prima, l’esame autoptico ipotizzò una morte accidentale causata da overdose di eroina.

 

Due settimane prima Jimi Hendrix, poi Janis: fu così che entrarono nella leggenda, finendo nell’altrettanto leggendario Club 27, quello di cui oggi fanno parte anche, tra gli altri, Brian Jones, Jim Morrison, Kurt Cobain, tutti 27enni (per Jim Morrison, Jimi Hendrix, Brian Jones, Janis Joplin si parlò pure della maledizione delle ‘J’).

Janis Joplin era nata a Port Arthur, in Texas, il 19 gennaio 1943. E’ il 25 giugno del 1964, quando Janis con Jorma Kaukonen registrò alcuni pezzi blues e nel 1965 in California si esibì come cantante nei locali di Venice e San Francisco. L’anno successivo, in Texas si unì a un gruppo country prima di essere contattata da un impresario musicale a San Francisco, Chet Helms: la formazione californiana dei Big Brother and the Holding Company era alla ricerca di una vocalist, e Helms la incoraggiò a farsi avanti.

Joplin quindi ripartì per la California, prese contatto coi Big Brother e si unì al gruppo di San Francisco. Con i Big Brother and the Holding Company, Janis Joplin ha inciso due album, Big Brother and the Holding Company (1967) e Cheap Thrills (1968), da solista I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama! (1969) e Pearl (1971). Tra le canzoni più famose incise dall’artista statunitense: Summertime, Try (Just A Little Bit Harder), Cry Baby, Piece of My Heart.

Annunci