Con un concerto tenuto nella stessa città che nel 1968 diede i natali al gruppo, i Black Sabbath il 4 febbraio 2017 danno l’addio alle scene musicali. La ‘Genting Arena’ di Birmingham è quindi l’inizio e la fine di tutto.

Ecco la scaletta del concerto:
1. Black Sabbath
2. Fairies Wear Boots
3. Under the Sun / Every Day Comes and Goes
4. After Forever
5. Into the Void
6. Snowblind
7. War Pigs
8. N.I.B.
9. Hand of Doom
10. Supernaut / Sabbath Bloody Sabbath / Megalomania (medley)
11. Rat Salad (con il solo di batteria di Tommy Clufetos)
12. Iron Man
13. Dirty Women
14. Children of the Grave
15. Paranoid

Solo per la sera del 4 ottobre tutti i cinema aderenti all’iniziativa hanno proiettato il docu-film distribuito dalla Nexo Digital, ‘Black Sabbath: The end of the end’. Un milione e mezzo di fan, lo storico logo con i contorni fiammeggianti alle spalle e un Ozzy Osbourne più in forma che mai per due ore e quattro minuti di show.
Tutto vestito di nero, come al solito, Ozzy brilla illuminato da alcuni strass neri sui suoi indumenti. Immancabile lo smalto nero e il trucco sotto agli occhi, caratteristiche che hanno accompagnato Mr. Osbourne per tutta la sua carriera.

Una campana suona, il velo con sopra proiettato il logo cade, e dietro tutti i membri della band pronti per iniziare un concerto al limite del sogno, le fiamme di sfondo, casse e amplificatori con le croci e i saluti di Ozzy: tutto è pronto per il ‘The end of the end’, atto finale del gruppo che ha influenzato la scena musicale metal dagli anni 70 a oggi. Si inizia in grande, con ‘Black Sabbath’, pezzo del 1970, e ormai cavallo di battaglia intramontabile del gruppo.

Basta qualche canzone e Ozzy si toglie la giacca nera che ha indosso, la lascia cadere in terra e inizia a saltare e battere le mani, mentre invoca le ovazioni del suo pubblico.
Più in disparte Tony Iommi, anche lui vestito di nero e con un bel paio di occhiali scuri a completare il look. Tony è l’essenza dei Black Sabbath: unico membro del gruppo aver sempre fatto parte della band, senza mai nemmeno un allontanamento.
Ci ha provato Mr, Osbourne a nascondere la grande emozione prima dell’esecuzione di ‘After forever’, “Abbiamo iniziato nel 1978, ma è così che va, il vecchio va via e il nuovo resta. Grazie tutti i fan per il grande affetto e il supporto”, queste le sue parole. E poi via di nuovo, si riparte alla carica. Ma i momenti teneri non sono finiti: Ozzy non nasconde la contentezza nel gridare quell’ “I love you”, durante l’esecuzione di ‘Iron Man’.

Tutto profuma di Black Sabbath, dai cori di sottofondo del pubblico durante ‘War Pigs’, ai gesti di incitamento di Ozzy in ‘Snowblind’, tutti a tempo con ogni nota suonata dall’amico/nemico di una vita Iommi.
Ed è proprio Iommi a brillare nell’esecuzione medley di ‘Supernaut / Sabbath Bloody Sabbath e Megalomania’. Il chitarrista posiziona al centro del palco e incanta tutti i suoi fan suonando, quasi come fosse un mago. Guarda poco il pubblico, Iommi,  da sempre come rapito dalle corde che si muovono sotto le sue dita. Il maxischermo dietro propone un primo piano delle sue mani che suonano veloci, mani che portano con loro esperienza e maestrie acquisite in tanti anni di show.
Segue poi un assolo di batteria di Tommy Clufetos, sostituto dello storico batterista del gruppo Bill Ward, escluso dalla reunion a causa dei pessimi rapporti con Ozzy.

“Tornare a casa dopo tutti questi anni è stato qualcosa di speciale. È stato difficile dire addio ai fan, che ci hanno seguito per tutto questo tempo. All’inizio della nostra carriera non ci saremmo mai potuti immaginare che saremmo tornati, 49 anni dopo, proprio qui a casa nostra per il nostro ultimo spettacolo”, ha dichiarato il gruppo.

Ma quindi, perchè ‘The end of The end’ è uno spettacolo? Perchè offre al pubblico l’ultima incredibile occasione di ascoltare un concerto dei Black Sabbath.  Un viaggio fantastico, così lo definisce Mr. Osbourne:“What a journey we’ve all had. It’s fucking amazing”.

La fine è vicina, dunque. E quando arriva il momento di ‘Paranoid’ ecco che piovono coriandoli e palloncini neri. L’abbraccio finale, il saluto, la grande scritta ‘The end’ in sovraimpressione.

La fine dei concerti, forse, ma quella della loro musica mai, perchè i Black Sabbath, gruppo che ha saputo attraversare tre generazioni, resteranno scolpiti nei cuori di tutti i loro fan, oggi e sempre.

 

Annunci