Una coincidenza davvero particolare quella che accomuna la proiezione del primo lungometraggio sonoro nel 1927, e l’inizio delle trasmissioni radiofoniche in Italia nel 1924.
Entrambi gli eventi sono infatti datati 6 ottobre, rispettivamente 90 e 93 anni fa.
Era il 1924,  la voce della violinista Ines Viviani Donarelli, in diretta dalla stazione di Roma San Filippo (nel quartiere Parioli), comunicava l’esordio della radio italiana, presentando il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica ‘Made in Italy’. Queste le sue parole: “Uri, Unione Radiofonica Italiana. 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d’onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto opera 7 primo e secondo tempo”.

questo_edificio6_10_1924.jpgEra solo l’inizio della radio come oggi la conosciamo: l’Uri (Unione radiofonica italiana), nel 1927 la Uri diventerà infatti Eiar (Ente italiano audizioni radiofoniche) e nel 1944 si trasformerà finalmente in Rai (Radio audizioni Italia). Nel 2014, a novant’anni dalla prima trasmissione radiofonica italiana, negli studi di via Maria Cristina 5 (Palazzo Corradi), dove Ines Viviani Donarelli aveva dato inizio ad una nuova era, la Rai istituì una targa commemorativa di quel giorno così importante per tutti gli anni avvenire.

Ma mentre il Belpaese dava il benvenuto alla radio, dopo solo 3 anni, il 6 ottobre 1927, negli Usa veniva proiettato il primo lungometraggio sonoro, ‘Il cantante di jazz’, film diretto da Alan Crosland e prodotto dalla Warner Bros con un budget di circa 442 mila dollari. Oggi risulta strano pensare come si potesse definire “film sonoro” un lungometraggio per buona parte muto e accompagnato da didascalia, ma all’epoca ‘Il cantante di jazz’ rappresentava una novità sensazionale, tanto che nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al 90° posto della classifica dei migliori 100 film statunitensi di tutti i tempi.

194px-The_Jazz_Singer.gifLa trama racconta la storia di Jakie Rabinowitz (interpretato da al Johnson), un giovane ebreo che stravolge le tradizioni di famiglia rifiutandosi di cantare in sinagoga per dedicarsi al jazz. Jackie dopo una serie di conflitti col padre si allontana da casa e va in cerca della sua strada, cambia il nome in Jack Robin e si dipinge la faccia di nero per seguire le sue aspirazioni di cantante di jazz. Grazie all’aiuto della ballerina Mary Dale inizia l’ascesa al successo di Jack, che sarà presto costretto a scontrarsi con una dura realtà che lo costringerà a scegliere tra la carriera da cantante affermato e la propria famiglia…
E’ interessante notare come dalla descrizione della trama si evincano gli stereotipi tipici della mentalità americana della fine degli anni venti, dove la combinazione ‘nero+ebreo’ risulta dare voce a non pochi luoghi comuni del tempo.
Insomma, gli albori del cinema e della radio non furono proprio perfetti, ma da qualcosa si deve pur iniziare, ma una ricorrenza resta sempre quella che è, e dunque non resta che augurare buon compleanno a il ‘Il cantante di jazz’ e alla radio italiana!

 

 

 

 

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