Quattro colpi di pistola, la morte di un’artista, la nascita di un mito. Oggi John Lennon avrebbe compiuto 77 anni, era nato il 9 ottobre del 1940 a Liverpool, non fosse stato per la follia di Mark Chapman, colui che l’8 dicembre del 1980 decise che Lennon doveva smettere di emozionare con le sue canzoni: “Hey, Mr. Lennon! You’re going to make history“, “Ehi mr Lennon, stai per fare la storia”. Quattro colpi di pistola (cinque in realtà, ma uno non lo colpì), il tempo di dire “I was shot…”, “mi hanno sparato”. E poi la corsa al Roosevelt Hospital su una volante della Polizia, dove morì. La morte, la fine di una vita. Ma pure l’inizio di un mito, di una leggenda. Nato il giorno della morte di Che Guevara, Lennon è stato un ‘rivoluzionario’ della musica.

John Lennon, con Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison, segnò un’epoca della musica internazionale dando vita ai Beatles, attivi dal 1960 al 1970 ovvero i 10 anni che hanno sconvolto, stravolto la musica a livello mondiale. A Hard Day’s Night, Help!, Yellow Submarine, Let it Be sono solo alcuni passaggi di una discografia infinita che ha regalato emozioni e influenzato produzioni di altri cantanti o gruppi.

John Lennon, però, riuscì ad andare oltre. Conclusa l’esperienza con la band di Liverpool, fu forse l’unico a riuscire a rimanere su certi livelli durante il periodo solista: Jealous Guy, Imagine, Give Peace a Chance, Working Class Hero restano nella mente di tutti gli appassionati del periodo Beatles. E chissà quanti altri capolavori avrebbe potuto regalare a milioni di fans l’intellettuale dello storico gruppo londinese.

 

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