Moriva il 21 ottobre 1969 Jack Kerouac, scrittore e poeta americano padre della Beat Generation.
Autore di romanzi celebri come ‘On The Road’, ‘I vagabondi del Darma’, ‘Orfeo emerso’,’Big Sur’ e ‘Angeli di desolazione’, Kerouac è considerato come molto più di uno scrittore, ed è oggi visto come un vero e proprio precursore della musica e delle ideologie degli anni 70.
Il suo stile ritmato e immediato, chiamato da lui stesso ‘prosa spontanea’ ha ispirato infatti numerosi artisti, tra scrittori e musicisti come il cantautore statunitense Bob Dylan. 

“Andiamo. Sì, ma dove? Non lo so, ma dobbiamo andare”, celebre estratto dal suo libro ‘On the road’, sembra infatti essere proprio il richiamo perfetto alla ‘Highway’ 61 di Bob Dylan.

Jack Kerouac passò la maggior parte della sua vita ‘On the road’ diviso tra i grandi spazi dell’America settentrionale e centrale e l’appartamento della madre Lowell, una piccola cittadina industriale, nel Massachusets. Fu Kerouac stesso a cercare nella sua vita un profondo legame con la musica, definendosi in prima persona “poeta jazz”, per lo stile melodico della sua prosodia.
Personaggio controverso Jack Kerouac è ricordato non solo per l’utilizzo di droghe e la promozione del loro consumo come vero e proprio ‘strumento autoconoscitivo’, ma anche per la chiara presa di posizione a favore della guerra in Vietnam, con il motto: “Right or wrong, it’s my country” (Giusto o sbagliato, è la mia nazione).
Il viaggio, la ricerca, il senso dell’esistenza e la religione sono i temi portanti della letteratura di Kerouac, che si intrecciano al suo stile, definito dai critici lo speculare letterario della musica jazz: “Leggere oggi le pagine di JK è come piombare (mai verbo fu più icastico) in un brano jazz, in un assolo di Bird, alias Charlie Parker”, ha dichiarato a tal proposito il blogger, musicologo e compositore Alessandro Melchiorre.

Un anniversario importante quello di oggi quindi, per un autore che prima di essere un romanziere, aveva l’anima di un musicista.

 

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