Buon compleanno a Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, che avrebbe compiuto oggi 67 anni.
Rino era nato a Crotone il 29 ottobre 1950, da una famiglia originaria di Cutro.
Nel marzo del 1960, quando l’artista calabrese aveva appena dieci anni, la famiglia si trasferì a Roma per motivi legati al lavoro dei genitori. L’anno dopo il cantautore venne mandato a studiare nel seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni, in provincia di Terni.
Nel 1967 Gaetano tornò nella città capitolina dove visse il resto della sua vita, prima in via Cimone nei dintorni di piazza Sempione, nel quartiere di Monte Sacro e successivamente, dal 1970, in via Nomentana Nuova. L’anno seguente, insieme a un gruppo di amici creò il quartetto dei Krounks, un gruppo musicale che eseguiva soprattutto cover.
Gaetano suonava il basso all’interno della band e nel frattempo si dilettava a scrivere canzoni.
Era il 1974 quando Rino pubblicò il suo primo album, ‘Ingresso libero’, in cui si vedeva già tutto l’animo estroso di Rino, ma il disco non ebbe grande successo: per la fama Rino dovette infatti aspettare l’anno successivo con la pubblicazione del 45 giri ‘Ma il cielo è sempre più blu’.
Ma è nel 1978 che ci fu la svolta: Rino Gaetano partecipò infatti al Festival di Sanremo con la canzone ‘Gianna’, canzone con la quale, tra l’altro, Rino non voleva nemmeno presentarsi, in quanto lui avrebbe preferito ‘Nuntereggaepiù’.
Con ‘Gianna’ l’artista si piazzò terzo, alle spalle di Anna Oxa e Matia Bazar. Nonostante non vinse, la sua canzone fu amata dal pubblico, tanto che rimase per diverse settimane al primo posto in classifica.

Ma la vita di Rino fu tanto intensa quanto breve, perché l’artista morì appena pochi anni dopo, il 2 giugno 1981 in un incidente stradale, quando la sua Volvo 343 si schiantò contro un camion sulla via Nomentana all’altezza dell’incrocio con via XXI aprile.
Gaetano in fin di vita fu portato in cinque diversi ospedali, da cui venne rifiutato:  una circostanza sorprendentemente simile a quella narrata in uno di suoi primi testi, ‘La ballata di Renzo’.

Rino morì quindi per la gravità delle ferite riportate, a pochi giorni di distanza dalla data fissata per il suo matrimonio.
E’ incredibile però come i tre ospedali che “Non vollero Renzo” (San Camillo, San Giovanni e il policlinico Umberto I ) citati da Rino ne ‘La ballata di Renzo’, furono anche tre dei cinque di quelli che negarono a Rino le cure quel 2 giugno 1981. Possibile che Rino abbia in qualche modo predetto la sua morte?
Proprio per questo intorno alla morte del cantante ancora oggi aleggia un mistero: in molti sostengono che il suo decesso non sia legato ad un incidente, ma che furono proprio i suoi testi provocatori rime con allusioni ai protagonisti dei misteri più scabrosi della cronaca affaristica e giudiziaria d’Italia a causargli la morte.

 

 

 

 

 

 

 

 

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