Quando David Gilmour è tornato a Pompei per due concerti ad oltre 40 anni dal Live at Pompeii con i Pink Floyd, in tantissimi si sono chiesti come mai non avesse voluto riproporre Echoes. Nel concerto/documentario di Adrian Maben, divisa in due parti, fu un momento centrale: nella versione del 1972, in quella del 1974 e nella terza, Director’s cut del 2003, aprono e chiudono la tracklist. 

Meddle, l’album che contiene Echoes, One of These Days, A Pillow of Winds, Fearless, San Tropez, Seamus, è stato pubblicato dai Pink Floyd il 30 ottobre del 1971 negli Usa, il successivo 5 novembre in Gran Bretagna. Sesto album della band, fu registrato a più riprese e rispetto alle altre produzioni dei Pink Floyd, firmate in gran parte da Roger Waters, questa fu frutto di un vero e proprio lavoro di squadra.

 

 

La copertina di Meddle è l’unica firmata dai Pink Floyd, che per una volta rifiutarono la proposta di Storm Thorgerson, l’ideatore di copertine come quelle di Dark Side Of The Moon, di Atom Heart Mother, e suggerirono un primo piano ravvicinato di un orecchio sott’acqua, fotografato da Bob Dowling. Thorgerson, che curò l’aspetto grafico finale, si dichiarò in seguito insoddisfatto del risultato.

La strumentale One of These Days per esempio porta la firma di Waters, Gilmour, Wright e Mason: è del batterista la voce trattata elettronicamente che dice “One of these days I’m going to cut you into little pieces”, ovvero  “Uno di questi giorni ti taglierò a pezzettini”. Curiosità: nella versione di Live at Pompeii Mason riesce, grazie alle sue qualità, al sangue freddo e ad una grande abilità, a recuperare da una situazione complicata visto che durante l’esecuzione della canzone perde una bacchetta, che vola via.

 

 

 

Invece A Pillow of Winds sono di Gilmour e Waters, come Fearless. Solo San Tropez è attribuita unicamente a Waters mentre la suite Echoes è anche qui frutto del lavoro di tutti e quattro i membri del gruppo. Caratteristica di Echoes è l’intro, affidato al piano di Wright, una nota trovata si dice per caso, trasformata in un “suono subacqueo”. A cui ‘risponde’ la chitarra di Gilmour, come in un dialogo poetico e musicale tra due strumenti a cui magicamente i due grandi artisti hanno dato voce. 

 

 

Wright è scomparso nel 2008 dopo una breve lotta contro il cancro e proprio per questo Gilmour, nel luglio dello scorso anno, a Pompei ha scelto di non suonare Echoes, un dialogo che non potrà mai più esserci, una canzone che resta però, grazie a Dio, eterna. Lo scorso anno a Pompei, aspettando il concerto, per pochi istanti l’intro è stata riproposta dagli altoparlanti: è bastato così poco per scatenare l’entusiasmo dei fan, in attesa della musica di Gilmour.

 

Questa la tracklist:

    1. One of These Days  
    2. A Pillow of Winds  
    3. Fearless  
    4. San Tropez 
    5. Seamus 
    1. Echoes

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