Era il 31 ottobre 1975 quando i Queen pubblicavano ‘Bohemian Rhapsody‘, quarto singolo estratto da ‘A night at the opera’. Non solo il brano fu destinato a restare scolpito nella storia del rock, ma anche il videoclip che lo accompagnava cambiò il mondo della musica per sempre.

Il successo del pezzo fu planetario: nel 1977 ‘Bohemian Rhapsody’ viene nominata ‘miglior singolo degli ultimi 25 anni’, nel 2000 nel Regno Unito venne eletta ‘canzone del secolo’, nel 2002 a seguito di un sondaggio del Guinness World Record viene eletta ‘canzone più bella di sempre’.  E’ inoltre l’unica canzone nella storia ad aver raggiunto per due volte il primo posto nella classifica inglese di vendite, prima nel 1975, anno di uscita, e poi nel 1992, un anno dopo la morte di Freddie.
Tuttavia, la band incontrò non poche difficoltà per far pubblicare il pezzo dai discografici e farlo trasmettere in rotazione radiofonica (durava infatti 6 minuti!); proprio per questo Freddie si rivolse al suo amico dj Kenny Everett e gli diede una copia del brano, facendosi però promettere di non trasmetterlo in radio in quanto ancora non pubblicato. Ma Freddie sapeva bene che il dj non avrebbe tenuto fede alla promesse e che avrebbe iniziato a trasmetterlo di continuo: il successo arrivò dopo soli due giorni e fu così sorprendente che la casa discografica non poté fare a meno di pubblicarlo. Nonostante le riserve iniziali dei discografici il pezzo vendette infatti così tanto che divenne subito disco di platino, rimanendo per ben nove settimane in classifica.
Il brano non solo è geniale per videoclip e musica, ma anche per il testo, che fu scritto interamente da Freddie Mercury. Secondo il biografo dei Queen, Lesley Ann Jones, dietro la metafora in cui Mercury confessa a sua mamma di “aver ucciso un uomo”, si celerebbe il coming out del cantante.
Il brano è inoltre celebre per la sua particolare struttura musicale, composta da cinque diverse parti: un’introduzione corale cantata a cappella, un segmento in stile ‘ballata’ che termina un assolo di chitarra, un passaggio d’opera, una sezione hard rock e un’altra ballata che conclude su una sezione solo piano e chitarra.
Proprio a causa della sua complessa composizione, durante l’esecuzione live del pezzo, la band ha sempre messo in playback la parte vocale operistica, suonando ‘solo’ tutte le altre parti.
Moltissime le band che hanno eseguito una cover del pezzo, da Bruce Dickinson a Tony Kakko (frontman dei Sonata Arctica), passando per i Pentatonix e i Panic! At the Disco.
‘Bohemian Rhapsody‘ è sicuramente un brano simbolo per i fan dei Queen, ma non solo per loro: memorabile il pubblico di Hyde Park al concerto dei Green Day di Londra del 1 luglio 2017, che appena ha sentito gli altoparlanti eseguire ‘Bohemian Rhapsody’ si è unito in un coro. Il risultato è pazzesco: più di 65mila persone intonano insieme il brano.

 

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