Forse una delle frasi più famose della storia della musica: “È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”. Forse una delle scomparse più famose e anche controverse della storia della musica. È infatti il 5 aprile del 1994 quando Kurt Cobain mette fine alla sua vita con un colpo di fucile nella sua casa di Seattle. Vicino al corpo viene ritrovata una lettera d’addio, per molti alla vita, per altri al mondo della musica. Fatto sta che l’ex leader dei Nirvana cita un passaggio di ‘My My, Hey Hey (Out Of The Blue)’ di Neil Young, “it’s better to burn out than to fade away” (“è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”).
   Proprio il cantautore canadese è il filo conduttore e forse quella di Cobain non fu una scelta casuale, lui che è stato il cantante che al mondo ha aperto le porte del grunge, mentre Neil Young è invece colui che gli ha dato vita e ispirazione. Che sia il look, capelli lunghi e camicia di flanella a quadri, che sia il sound, a partire dai Pearl Jam di Eddie Vedder e passando per gli stessi Nirvana di Cobain, in molte delle loro produzioni si trova un pizzico di ‘Neil Young’.
   Cantautore, figlio di un giornalista e mamma di origini francesi, Young è nato il 12 novembre del 1945 a Omemee, a 130 km da Toronto. Nella sua carriera, iniziata fondando il gruppo ‘The Squires’, decine di album da solista, supportato soprattutto dai Crazy Horse, sia in studio che dal vivo, e almeno una decina, tra studio e live, con il supergruppo CSN&Y, con David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash.
   Tanti gli album e le canzoni che hanno fatto la storia della musica: dalle sonorità acustiche di Harvest, in cui spicca ‘The Needle and the Damage Done’, in cui si ragiona sulle conseguenze dall’uso di eroina e ispirata alla morte del chitarrista Danny Whitten, alle canzoni contro la guerra di ‘After The Gold Rush’, da ‘Tonight’s the Night’ a ‘On The Beach’. E poi ancora ‘The Loner’ e ‘Like a Hurricane’, quest’ultima considerata come la canzone che ha ispirato il grunge. Fino alle produzioni più recenti, come ‘Rockin’ in the Free World’, traccia dell’album Freedom, decisamente più ‘rock’ e suonata, tra gli altri, dai Pearl Jam di Eddie Vedder.
Fervente ambientalista, tra gli ultimi album pubblicati  ‘The Monsanto Years’, una vera e propria denuncia nei confronti della stessa azienda multinazionale di biotecnologie agrarie. Ma Neil continua a confermare che la sua vena creativa non si esaurisce mai. Nei giorni scorsi, infatti, ha annunciato per l’1 dicembre l’uscita di ‘The Visitor’, 10 tracce di cui già diffuse online: Children of Destiny Already Great. Dal 2010 ad oggi, tra inediti e live ha pubblicato ben 10 album (11 con The Visitor). Si parla anche di un nuovo tour per il 2018.
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