Otto tracce, un album considerato come una specie di raccolta di ‘scarti’ registrati nel 1970, 1972, 1976 e 1978, ma soprattutto il nono e ultimo album dei Led Zeppelin.

 

 

 

Sono passati 35 anni dalla pubblicazione di Coda, era il 19 novembre del 1982, pubblicato due anni dopo lo scioglimento del gruppo, annunciato ufficialmente nel 1980 a seguito alla morte del batterista John Bonham. Proprio Bonzo in questo album è a livelli incredibili: con John Paul Jones, il bassista della band, confeziona un sorprendente ritmo funky. La batteria di Bonham, il basso di John Paul Jones, la chitarra e gli effetti elettronici di Page, ad anticipare fusion e jazz.

L’origine della pubblicazione è controversa: una fra le più note biografie non autorizzate della band, The Hammer of the Godsdi Stephen Davis, l’attribuisce a meri obblighi contrattuali nei confronti della Atlantic Records, con cui il gruppo era ancora in debito di un album; nelle note del cofanetto CD Led Zeppelin del 1990, il chitarrista Jimmy Page dichiara che la grande diffusione all’epoca di bootlegs con materiale in studio dei Led Zeppelin lo indusse a pubblicare ufficialmente alcuni dei brani registrati in passato e rimasti inediti. Nonostante la natura antologica dell’album e la sua pubblicazione “postuma”, la Atlantic Records lo ha sempre indicato come parte della discografia ufficiale in studio dei Led Zeppelin.

 

L’album, della durata di poco più di mezz’ora, raccoglie materiale di varia provenienza.

Queste le tracce della versione originale:

  1. We’re Gonna Groove
  2. Poor Tom
  3. I Can’t Quit You Baby
  4. Walter’s Walk
  5. Ozone Baby
  6. Darlene
  7. Bonzo’s Montreux
  8. Wearing and Tearing

 

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