Premessa: un criminale non può essere celebrato. Che sia un personaggio di moda, un personaggio che ha segnato un’epoca, considerarlo una sorta di idolo, di figura da esaltare, non può essere mai cosa buona e giusta.

Ci sono però delle figure che in qualche modo un interesse, una curiosità, l’hanno conquistata, in qualche caso addirittura dei commenti positivi. E’ successo a Charles Manson, il criminale statunitense famoso per essere stato il mandante di due dei più efferati omicidi della storia degli Stati Uniti d’America: quello di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici, e quello ai danni di Leno LaBianca e sua moglie. Forse, il criminale più ‘rock’ che si sia mai visto.

Alla sua figura sono infatti legati i Beatles. Helter Skelter, scritto da Lennon-McCartney, è un brano pubblicato in ‘The Beatles’ del 1968, noto come White Album. Essendo stato un tentativo volontario di creare un brano il più sporco e pesante possibile da parte di McCartney, è nota per essere stata un punto chiave nello sviluppo dell’heavy metal, e in essa include elementi che si sarebbero sviluppati solo negli anni successivi, come ad esempio le parti vocali urlate, la chitarra estremamente distorta o il basso dal suono crudo e potente di Paul McCartney. Del brano sono state realizzate numerosissime cover, incluse quelle dei Mötley Crüe, Oasis, U2, Aerosmith e Siouxsie and the Banshees. L’espressione inglese helter skelter indica i grandi scivoli di forma elicoidale dei luna park.

Questo brano è anche tristemente noto per il massacro compiuto dalla banda di Charles Manson nella villa del regista Roman Polanski, dove persero la vita sua moglie, Sharon Tate, incinta di otto mesi, e alcuni invitati. Manson ascoltò questa canzone insieme alle altre del White Album e le interpretò come un monito dell’avvicinarsi della guerra di razze. Vide i Beatles come i “Quattro Angeli dell’Apocalisse”  e credette che le loro canzoni dicessero a lui e ai suoi seguaci di prepararsi («Look out, ‘cause here she comes»). Manson chiamò questa guerra da lui menzionata proprio “Helter Skelter”. Le parole furono scritte, in tale maniera sgrammaticata, con il sangue di Tate in varie stanze della villa di Polanski. Queste parole vennero inoltre ritrovate in altre case in cui la “famiglia” (il nome della banda di Manson) aveva compiuto stragi.

Manson, nato a Cincinnati il 12 novembre del 1934,  è morto il 19 novembre 2017 a Bakersfield. Autore di furti d’auto e rapine, entrò nel riformatorio del Natural Bridge Honor Camp, nel riformatorio federale di Petersburg (Virginia) e in quello di Chillicothe in Ohio, nei quali alternò tentativi di fuga e aggressioni a periodi di buona condotta. Al Natural Bridge Honor Camp perse l’opportunità della libertà condizionata per avere sodomizzato un giovane detenuto puntandogli una lama alla gola.

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Manson fece dentro e fuori in carcere. Ottenuta la libertà condizionata a metà del 1954, tornò a vivere dai parenti in West Virginia e lì conobbe un’infermiera, Rosalie Jean Willis, con cui si sposò. Assieme a qualche lavoretto irregolare come benzinaio e parcheggiatore, continuò la propria carriera delinquenziale insistendo nel furto di auto e nel loro trasporto oltre il confine di stato. Per il reato federale venne arrestato in California, ma le capacità oratorie e di convincimento di Manson e la condizione della moglie che lo accompagnava, in stato di gravidanza, riuscirono ad ammorbidire lo psichiatra che lo esaminava e che suggerì al giudice la libertà vigilata, misura a cui il malvivente non si sottopose dileguandosi per l’ennesima volta. Riacciuffato, venne spedito nel penitenziario di Terminal Island per scontare una pena di tre anni.

 

Per l’ennesima volta Manson uscì dal carcere dove era satto rinchiuso per dei reati. Rilasciato su cauzione nel marzo 1967 e, una volta uscito, decise di divenire un musicista hippy, forte del riscontro positivo che questo movimento aveva a quei tempi e mettendo a frutto le capacità musicali acquisite in carcere; dichiarò in seguito di essere stato un fan dei Beatles. In tempo per la Summer of Love, si trasferì a San Francisco dove raccolse intorno a sé un gruppo di giovani – in particolare di sesso femminile – soggiogati dal suo carisma, dalla sua chitarra e dalle sue capacità oratorie.

Charles Manson voleva diventare un musicista famoso come i suoi idoli e nell’estate del 1968 tentò di realizzare il suo sogno musicale, recandosi in uno studio discografico di Los Angeles, con il supporto economico di Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys, che aveva conosciuto dopo che questi aveva dato un passaggio a due ragazze della Famiglia che facevano autostop. L’insuccesso non fece altro che accrescere l’ossessione di Manson di diventare un musicista. Un suo brano, Cease to Exist, fu riarrangiato dai Beach Boys e inserito nell’album 20/20 (1969) con un nuovo titolo (Never Learn Not to Love), testi modificati e un differente bridge, cosa che suscitò in Manson non poca rabbia nei confronti dell’ex amico.

Nel novembre 2017 Manson viene colpito da emorragia intestinale. Non ci sarà nulla da fare per lui e, stando alle dichiarazioni delle Autorità, Manson si spegne alle 20.13 di domenica 19 novembre 2017 per cause naturali al Kern County Hospital. Secondo le autorità carcerarie della California, si è spento per cause naturali alle 20.13 di domenica (le 5.13 di lunedì in Italia) al Kern County hospital. Stava scontando l’ergastolo per 7 condanne per omicidio e una per tentato omicidio. In carcere dal 1971, non avrebbe potuto fare domanda di libertà vigilata fino al 2027.

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