Definire un album come Vitalogy è quasi un’impresa. Dentro al terzo album dei Pearl Jam, pubblicato prima in vinile, era il 22 novembre del 1994, poi in cd, il 6 dicembre dello stesso anno, c’è la dolcezza di ballate come Nothingman e Immortaliy e il rock di Last ExitWhippingCorduroySpin the Black Circle. E poi ancora psichedelia, sperimentazioni. Insomma, un album con nuove sonorità, diverse dalle solite della band di Eddie Vedder.
Influenzato dagli avvenimenti del periodo, come la morte di Kurt Cobain (anche se Vedder ha sempre negato che Immortality in qualche modo legata alla morte del leader dei Nirvana), l’album presenta pezzi più crudi che in passato e giunge in un momento in cui la band dimostra un perfetto equilibrio tra la rabbia dei primi album e un’inevitabile maturazione espressiva.
Le tracce:
Last Exit
Spin the Black Circle
Not for You  
Tremor Christ
Nothingman  
Whipping
Pry, To
Corduroy
Bugs
Satan’s Bed
Better Man  
Aye Davanita
Immortality 
Hey Foxymophandlemama, That’s Me
Annunci