50 e 50. No, nessun ‘metà e metà’, o Fifty Fifty. No. 50 e 50 sono due numeri che in qualche modo legano l’Italia, Roma, e i Pink Floyd. Il 29 novembre è stata una giornata decisamente indimenticabile per tutti gli appassionati (italiani, soprattutto) dell’universo floydiano. Dalla presentazione della mostra dedicata alla band, alla notizia dell’arrivo a Roma di Roger Waters (per la mostra, ma non solo…) e a quella della nomination ai Grammy per l’ultimo album dello stesso ‘Genio creativo dei Pink Floyd’.

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50, come gli anni della band, dalla pubblicazione di ‘The Piper at the Gates of Dawn’ a oggi. Proprio il mezzo secolo di storia del gruppo di Syd Barrett, Roger Waters, Rick Wright, Nick Mason, poi di David Gilmour è raccontato nella mostra ‘The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains’. Dopo il grande successo nell’edizione londinese al  Victoria and Albert Museum, la mostra arriva al Macro, al museo di via Nizza (i biglietti sono in vendita dal 29 novembre) e sarà inaugurata il 19 gennaio, e durerà fino a luglio. E ci mostrerà la divisa da ufficiale di Roger Waters, ‘The Division Bell’, il prima di Dark Side Of The Moon, la batteria di Nick Mason, le chitarre di David Gilmour. E tanto altro ancora.  Dopo aver fatto sopralluoghi in più location romane è stato quindi scelto il Macro.

50, come gli anni dal primo concerto italiano per i Pink Floyd. O meglio, romano. Perché il 18 e 19 aprile del 1968, infatti, il gruppo tenne due concerti al Piper Club di via Tagliamento, nella Capitale. “Ma non credo che abbiamo materiale dell’epoca da esporre alla mostra”, ha detto Nick Mason, che oggi ha presenziato alla conferenza sulla mostra, in Campidoglio, alla presenza del vicesindaco Luca Bergamo. “Sono felice di aver portato la mostra qui” e “voglio ringraziare Syd Barrett e Richard Wright”, ha poi detto Mason, ricordando i due compagni floydiani, scomparsi nel 2006 e nel 2008.

 

 

Bergamo ha fatto gli onori di casa, si è detto emozionato e ha parlato di “grande occasione”. Mason, invece, scherzato a proposito del suo italiano (“Ho studiato, ma di italiano conosco solo i nomi dei pezzi di ricambio delle mie auto”, lui che è un grande appassionato di auto da corsa) “. La mostra arriva a Roma dopo l’enorme successo del debutto di qualche mese fa a Londra, che ha visto la partecipazione di più di 400.000 persone. Rispetto a Londra la mostra presenterà circa 40 oggetti diversi, “più legati all’Italia”, fanno sapere gli organizzatori. Quindi ai concerti di Pompei del 1972, di Venezia del 1989, ma, come detto, nessuno del 1968 al Piper. Il percorso espositivo che guida il visitatore seguendo un ordine cronologico, è sempre accompagnato dalla musica e dalle voci dei membri passati e presenti dei Pink Floyd, tra cui Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour. Il momento culminante è la Performance Zone, in cui i visitatori entrano in uno spazio audiovisivo immersivo, che comprende la ricreazione dell’ultimo concerto dei quattro membri della band al Live 8 del 2005 con Comfortably Numb, appositamente mixata con l’avanguardistica tecnologia audio AMBEO 3D della Sennheiser, oltre al video, in esclusiva per Roma, di One Of These Days, tratto dalla storica esibizione del gruppo a Pompei.

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Alla inaugurazione della mostra del 19 gennaio (i biglietti in vendita dal 29 novembre) parteciperà sicuramente Mason: “Io ci sarò- conferma- E ci sarà anche Roger. Era un segreto? Mi dispiace…”. Ma Roger Waters non sarà a Roma solo per la mostra e non sarà a Roma solo a gennaio. Perché si fanno più insistenti le voci che lo vogliono in concerto al Circo Massimo, per un concerto celebrativo del Festival ‘Rock in Roma’, arrivato al decimo anno. Dopo David Gilmour, quindi, anche l’amico/nemico sarà nella splendida arena romana. “Waters al Circo Massimo? No comment…”, ha risposto con un sorriso grande così Bergamo all’agenzia Dire, alla domanda se fosse vera o no la notizia. Un ‘no comment’ che sa molto, moltissimo, di un sì che ai fan dei Pink non può che piacere. Tantissimo.

Ma non è finita qui. Perché sempre il 29 novembre, ormai data tutta floydiana, Roger Waters sulla sua pagina Facebook ha annunciato le candidature ai Grammy per il suo ultimo album, Is This the Life We Really Want?

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Insomma avranno anche superato i 70 anni, avranno dissapori, scontri…ma quando tornano a fare quello che gli riesce meglio, incantarci con la loro incredibile musica, non ce n’è per nessuno. MAI.

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