Geniale. Paradossale, folle, attento osservatore. Ma soprattutto geniale. Forse uno dei più grandi del ‘900. Sono già passati 24 anni da quando un maledetto cancro alla prostata si è portato via Frank Vincent Zappa, musicista, compositore, polistrumentista, produttore: era il 4 dicembre del 1993.
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   Zappa era nato il 21 dicembre del 1940 a Baltimora, nel Maryland, da Francis Zappa (nato Francesco Zappa), un perito industriale italiano originario di Partinico (in provincia di Palermo), e da Rose Marie Zappa (nata Colimore), una casalinga statunitense di origini francesi ed italiane.
   Polistrumentista, incredibile chitarrista (da brividi in Watermelon in Easter Hay), leader dei Mothers of Invention, Frank ha all’attivo una discografia incredibile.
 
Dotato di una maniacale precisione,  aveva uno straordinario fiuto nello scegliere i componenti della sua band: tra i suoi batteristi ci sono Vinnie Colaiuta, Chester Thompson, Terry Bozzio, Chad Wackerman e tra i chitarristi Steve Vai e Adrian Belew.   Ma Zappa aveva una cultura, non solo musicale, che andava ben oltre. In una intervista  al programma della tv britannica ‘The Cutting Edge’ aveva spiegato il declino dell’industria musicale: pur non capendo la nuova musica, la vecchia generazione di discografici e produttori era più capace di promuoverla e venderla di quanto siano capaci di farlo i giovani che poi sono arrivati a dirigere e dirigono le etichette discografiche.
   Stratosferica una jam session con i Pink Floyd:
Nessuno è profeta in patria. Di origini siciliane, il 14 luglio del 1982 Zappa è tornato a ‘casa’, ci è tornato per mostrare a tutti la propria arte. Ma quello organizzato fu un concerto rivelatosi poi disastroso. Maurilio Presta, un organizzatore di concerti che era presente quel giorno, ha raccontato a Repubblica, scrive ilpost.it, che “il palco era posto al centro del campo, mentre noi spettatori sedevamo sulle gradinate. Il risultato visivamente ed acusticamente era disastroso. I musicisti erano dei puntini lontani e la musica arrivava malissimo. Così alcuni decisero di scendere ed avvicinarsi al palco, di lì a poco tanti altri fecero lo stesso e a quel punto si creò il caos. Le forze dell’ordine intervennero pesantemente lanciando lacrimogeni ad altezza uomo. Si scatenò il panico”. Non solo Partinico. Nelle tour italiano Zappa rimase molto scosso anche per altri motivi in quel tour di 35 anni fa. Come per le moltissime zanzare che si ritrovò sul palco a Milano. A quel tour è ispirato il retro della copertina del suo disco del 1983, “The Man From Utopia”.   Quello di Zappa era, è, un repertorio difficilmente catalogabile, con influenze stilistiche rock, blues, jazz, fusion, progressive, avanguardia, riferimenti alla musica classica, satira e cabaret. Innumerevoli i capolavori di questo strepitoso artista:
“Freak Out”, “Hot Rats”, “The Grand Wazoo”, “Over Night Sensation”, “Sheik Yerbouti”.
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