I Pink Floyd, Roma, Aprilia, Anzio, la Seconda Guerra Mondiale. Ma, soprattutto, 50 anni passati a fare musica in tutto il mondo, tra i primi concerti in Italia nel 1968 e quello che è stato annunciato oggi dalle istituzioni di Roma, previsto il 14 luglio 2018, in una location come quella del Circo Massimo, tappa europea dell’US+THEM tour con cui ha fatto registrare ovunque ‘tutto esaurito’ in tutte le città in cui ha suonato del Nord America e in Canada, nei mesi scorsi. Roger Waters e l’Italia, e Roma soprattutto, un rapporto che va oltre tra il ‘genio creativo dei Pink Floyd’ e la città eterna.


Ma facciamo un passo indietro, lungo 50 anni. E’ marzo del 1968 quando i Pink Floyd annunciano ufficialmente l’addio a Syd Barrett, sostituito da David Gilmour, che per un breve periodo aveva trasformato la band in un quintetto. Ed è proprio Roma, al Piper Club di viale Tagliamento, ad ospitare il primo concerto italiano dei Pink Floyd di Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour, alle prime uscite: i concerti furono due, il 18 e il 19 aprile. Attraverso i social, così la band britannica in una occasione ha ricordato quei giorni: “Nel 1968, i Pink Floyd suonarono al Piper Club di Roma, in Italia, un’insolita venue situata in una cantina, con una lunga scalinata per accedervi”.
A quella doppia occasione, sempre nel 1968, ne seguì un’altra, appena un mese dopo. A Roma, infatti, era stato organizzato un festival sulla carta epico, nei fatti un vero e proprio flop.

 

La band guidata da Roger Waters prese parte al primo ‘International Pop Festival’ d’Europa, organizzato appunto a Roma, al Palazzetto dello Sport, dal 4 al 7 maggio a cui presero parte tra gli altri Donovan, i Byrds e tanti altri gruppi (Jimi Hendrix fu costretto a declinare l’invito a causa di problemi di date) . I Pink Floyd salirono sul palco il 6 maggio, davanti ad appena 400 persone, 400 fortunatissime persone. Errori organizzativi e mancanza di fondi trasformarono l’evento, ripreso dalla Bbc e chiamato ‘Rome goes pop’, in quello che il settimanale specializzato Melody Maker chiamò ‘Melody Maker lo definì ‘The pop-flop of ´68’.
Dopo l’addio a Barrett fu appunto Waters a prendere per mano il gruppo. Le sue produzioni ci hanno raccontato la sua malinconia, il suo rapporto con lo stesso Barrett, ma soprattutto quello mai avuto con il papà Eric Fletcher, militare, morto nel 1944 nelle campagne di Aprilia, a circa 50 chilometri da Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Roger aveva circa 6 mesi. A lui ha dedicato un album come The Final Cut e soprattutto The Wall. Dopo lunghe ricerche, grazie all’aiuto di un ex militare e di un architetto di Ascoli appassionato dei Pink Floyd, Waters è riuscito a trovare il luogo dove il papà è morto e a febbraio del 2014 ha inaugurato un monumento a lui dedicato ed ha ottenuto la cittadinanza onoraria di Anzio.


Nelle scorse settimane Nick Mason, nella conferenza di presentazione della mostra, a Roma, dedicata ai Pink Floyd, che sarà inaugurata il 19 gennaio del 2018, ha anticipato a sorpresa che Waters sarà presente: c’è da scommettere, o da sperare, che a ridosso dell’apertura della mostra o del concerto di luglio che farà un salto dalle parti di Aprilia per rivivere le emozioni dell’inaugurazione del monumento dedicato al papà. Roger Waters mancava da Roma dal luglio del 2013, quando allo stadio Olimpico portò una straordinaria versione live di The Wall. Ora, il ritorno. Cinquant’anni dopo la prima con i Pink Floyd: a via Nizza, dove si terrà la mostra, ad Aprilia ed Anzio l’attesa sale. Del resto, sperare non costa nulla.

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