Eppure, non gliene fregava una mazza. E forse era questo il bello. Famoso, affascinante e dannato, rivoluzionario, artista incredibile. Eppure lottava contro tutto questo e forse è proprio tutto questo lo ha portato verso una fine drammatica, lontano dal suo mondo.

Jim Morrison, cantautore e poeta statunitense, era nato l’8 dicembre del 1943 in Florida, morto (?) a Parigi il 3 luglio del 1971. Già, quel punto interrogativo. Che non coglie di sorpresa, perché alla leggenda che avvolge la fine di Jim nessuno crede ma tutti ci pensano. Lui che a Parigi è morto, lui che da Parigi avrebbe (?) deciso di muoversi per altri lidi, sconosciuti.

 

 

Jim, che oggi avrebbe 74 anni, era appassionato di cinema, poesia e teatro, la sua vita artistica ha una svolta nel 1964, quando arrivò all’UCLA di Los Angeles. Ai corsi di cinematografia conobbe Ray Manzarek, che nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach, sentì Jim cantare Moonlight Drive a cappella. Fu lì che Ray chiese a Jim di formare un gruppo, in cui confluirono il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore. Un gruppo che sarebbe diventato leggendario, a partire dal nome. La scelta fu del ‘Re Lucertola’: fu presa dal verso di una poesia di William Blake, ripreso a sua volta dallo scrittore Aldous Huxley nel suo saggio “The Doors of Perception” sugli effetti della mescalina: “Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è: infinita”, recita il verso di Blake.

 

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La carriera della band ha una svolta il 4 gennaio del 1967, quando l’Elektra pubblicò il primo album, The Doors, che fu un successo diventando uno dei dischi più venduti dell’anno. La musica dei Doors era un blues rock psichedelico originale, con le tastiere di Manzarek avevano un ruolo fondamentale: nel gruppo non c’era un bassista, effettivamente sostituito dal suono dello stesso Ray. Dal vivo, l’incognita Morrison, il ‘Re Lucertola’, era sempre presente: poteva spogliarsi, mostrare le parti intime, come pure interrompere una canzone per parlare con il pubblico. In più di una occasione le sue esibizioni furono interrotte, anche dalla polizia, dopo aver addirittura scandalizzato i presenti.
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Il picco arrivò con la canzone Light My Fire. Per quanto riguarda gli altri album, con i Doors ha pubblicato anche album come Waiting for the Sun (1968), The Soft Parade (1969), Morrison Hotel (1970), L.A. Woman (1971). Tra i postumi, spicca An American Prayer, del 1978.
Dopo L.A. Woman, Jim lasciò la band. Troppo clamore, successo, riflettori puntati. Scelse la Francia, scelse di trasferirsi a Parigi con la compagna Pamela Courson. Dove morì. E proprio su questo, il mistero, più che altro la leggenda, rimane, ancora oggi. Ufficialmente è stato trovato morto nella vasca da bagno nell’appartamento doveva viveva, nel quartiere Marais, ma il suo corpo, oltre alla sua fidanzata e al suo dottore, non lo ha visto nessuno.
Ma con la sua scomparsa ha fatto nascere il mito delle J maledette e quello del club dei 27. Come Jim Morrison, Brian Jones, Janis Joplin e Jimi Hendrix, aveva la ‘J’ nel nome (o nel cognome) e come loro, come pure, in un secondo momento, Kurt Cobain e Amy Winehouse, è scomparso a 27 anni.

 

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