Ricordando un mito della black music: 50 anni fa moriva OTIS REDDING

Eppure il successo lo ha raggiunto solo dopo la sua morte. Eppure Otis Redding è considerato ancora oggi uno dei massimi esponenti del soul, un dei miti della black music.

Otis Ray Redding Jr. era nato a Dawson il 9 settembre 1941, morì il 10 dicembre 1967 in un incidente aereo: lui ed altri sei compagni rimasero uccisi quando l’aereo su cui viaggiavano precipitò nel Lago Monona a Madison, nel Wisconsin. Ben Cauley, uno dei membri della band di supporto di Otis, i Bar-Kays, fu l’unica persona a bordo a sopravvivere. Stava dormendo fino a pochi secondi prima dell’impatto, e ricordò che al momento del risveglio vide il collega Phalon Jones guardare fuori dal finestrino e dire, “Oh, no!”. Cauley allora slacciò la sua cintura di sicurezza, e questo è l’ultimo suo ricordo prima di ritrovarsi nelle acque gelide del lago, aggrappato al cuscino di un sedile per mantenersi a galla. Le cause dell’incidente non furono mai individuate con precisione.

 

 

Modesto successo in vita, viene ricordato soprattutto per due singoli:  I’ve Been Loving You Too Long del 1965 e (Sittin’ on) the Dock of the Bay, pubblicato postumo. Quest’ultima canzone, infatti,  fu registrata solo tre giorni prima della morte di Redding.  A contribuire alla sua notorietà nel corso degli anni successivi, ci pensarono alcuni film che la inclusero nella propria colonna sonora e le tantissime cover, da parte di artisti R&B come Percy Sledge o Sam & Dave, oltre che da cantanti di altri generi, come Neil Young, Tom Jones, The Foundations, Willie Nelson, Michael Bolton, Pearl Jam, Franco Battiato nel CD Fleurs 2.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *