TANTI AUGURI a NINA SIMONE, una donna che non aveva paura di cantare per i propri DIRITTI

Avrebbe compiuto oggi 85 anni Eunice Kathleen Waymon, vero nome di Nina Simone, cantante jazz e pianista e americana.
Nina, venuta a mancare il 21 aprile del 2003, era nativa della Carolina del Sud, sesta di otto fratelli.
Fin da giovanissima rivela un grande talento che la porterà ad avvicinarsi alla musica come molte altri grandi artiste hanno fatto: suonando e cantando in chiesa.
Nina parteciperà alle attività parrocchiali insieme alle sorelle, in un gruppo che noto col nome di ‘Waymon Sisters’.
Ma la vita per una giovane donna nera non era semplice nei primi anni 50, tanto che Eunice potè proseguire gli studi di solo musica grazie al supporto della comunità nera locale, che promosse una fondazione per consentirle di studiare a New York.
Tra le lezioni di pianoforte e il lavoro come pianista nei locali, la musicista cambiò il suo nome in Nina Simone in onore di Simone Signoret, attrice di cui era una grandissima ammiratrice.

Il suo album di debutto, datato 1958, comprende brani quali ‘I Loves You’, e ‘My Baby Just Cares for Me’. Nel 1960 il singolo ‘Ain’t Got No, I Got Life’ raggiunse la seconda posizione nel Regno Unito, la prima in Olanda per 6 settimane e la decima nelle Fiandre in Belgio.
A partire dal 1963 la musicista inizia a collaborare con la Philips, registrando alcune delle sue canzoni più celebri, come ‘Old Jim Crow’ e ‘Mississippi Goddam’.

Nina nonostante il successo non ha mai dimenticato tutte le difficoltà vissute a causa del colore della sua pelle, tanto che nelle sue canzoni vengono spesso trattati temi di denuncia sociale, come nel caso di ‘Mississipi Goddam‘, scritta per reazione all’omicidio di quattro ragazze in un attentato dinamitardo a sfondo razziale presso Birmingham. Nina nella canzone canta a gran voce:
“Voi non dovete vivere vicino a me
e allora datemi solo la mia uguaglianza
Tutti sanno del Mississippi
tutti sanno dell’Alabama
tutti sanno di quell’infetto schifo del Mississippi”

La canzone divenne un vero e proprio inno per i diritti sociali e civili. Non è strano dunque che Nina fosse amica di personaggi come Malcolm X e Martin Luther King.
La cantante non era però impegnata solo sul fronte della questione razziale, ma era anche una fervente femminista. Il suo interesse per la situazione femminile si evince da brani quali ‘Four Women’, in cui viene raccontato il conflitto interiore di quattro donne afroamericane del suo tempo.

Delusa dalla politica statunitense e dal perpetuare del razzismo, la cantante alla fine degli anni 60 decise di lasciare gli Stati Uniti e di vivere in diverse località, quali Liberia, Egitto,Turchia, Paesi Bassi e Svizzera.
Dopo aver lasciato gli Stati Uniti, Simone venne praticamente dimenticata in patria come musicista.
Simone tornò sotto le luci della ribalta dopo che negli anni ottanta la casa di moda Chanel usò la sua ‘My Baby Just Cares For Me’ per una pubblicità televisiva, molti riscoprono la sua musica e Simone divenne un’icona del jazz.
La cantante morì nella sua casa a Carry-le-Rouet il 21 aprile del 2003.
Oggi è la figlia Lisa Simone a suonare le canzoni della madre, tenendo viva la memoria di una donna che non ha avuto paura di usare la propria voce come mezzo per combattere per i suoi diritti.

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