Inedito Dave Grohl: la passione per la musica in 23 minuti di ‘Play’

Lo abbiamo visto suonare la batteria in quei pezzi (con i Nirvana, con il grunge) che hanno segnato un’epoca nella storia della musica. E poi scaternarsi alla chitarra con i suoi Foo Fighters. Oggi Dave Grohl fa tutto questo, e anche di più, in un colpo solo.

 

 

E’ infatti uscito un suo nuovo progetto, Play, un documentario che racconta nella prima parte, in un vero e proprio dietro le quinte, la genesi di un brano di 23 minuti, in cui suona tutti e sette gli strumenti, dal basso alla batteria, alle chitarre. E poi arriva il brano che, come spiega la nota che accompagna ‘Play’, vuole celebrare “le conquiste e le sfide che si possono ricevere nel dedicare la propria vita a suonare uno strumento musicale”.

SITO UFFICIALE DOVE VEDERE IL DOCUMENTARIO ‘PLAY’: CLICCA QUI

Nella prima parte, spiega ancora il comunicato, Dave racconta questa “passione per la musica e la relazione che si può avere con uno strumento”. Grohl nell’incisione del brano, suona tutti gli strumenti dal vivo e senza spartito. In ‘Play’, inteso per il brano, c’è un po’ di tutto. Come Mike Oldfield, nella mitologica Tubular Bells’, incisa appena ventenne, suona strumenti più o meno ‘usuali’: se si escludono pianoforte, chitarra basso e batteria, si va poi su glockenspiel, campane tubolari, fuzz guitar, honky-tonk, tutto inevitabilmente legato all’idea sperimentale che aveva all’epoca Oldfield.

L’idea di Grohl, invece, è di dare di nuovo spazio alla musica più pura e tradizionale nel vero senso della parola. In un’epoca in cui forse la chitarra sembra essere, ad esempio, messa un po’ da parte, prova a riportarla in alto, a raccontarla in questa sua passione rock, mettendo insieme la storia della musica, quelle sonorità che ci fanno tornare alla mente il punk, il rock progressive, o come quello di Led Zeppelin e Motorhead.

Il leader dei Foo Fighters, a proposito di Play, ha spiegato di sentirsi come “tornare indietro nel tempo quando ascoltavo dischi e imparavo dall’ascolto” grazie al fatto di guardare i propri figli “iniziare a suonare e imparare a cantare”.

E anche oggi “a 49 anni, io cerco ancora di capire”. Dave si sente sempre “alla ricerca di una nuova sfida, e di un modo per migliorare ciò che hai imparato”.

 

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