Aretha non ce l’ha fatta: addio alla Regina del Soul. Indiscussa.

Un po’ come se se ne fosse andata una parante alla lontana. Quella che forse non cerchi con frequenza, ma ti basta poi sentirne la voce, o pronunciare il nome e con un sorriso pensi “ma lei è lì che mi emoziona quando ne ho bisogno”.

E, certo, non alzi il telefono per chiamarla, ma prendi un suo album, un suo cd, un suo vinile: premi il tasto play o sposti il ‘braccio’ sul disco e in un attimo ti lasci, trascinare, quasi avvolgere dalla sua incredibile voce, dal sound della sua musica.

Se n’è andata Aretha Franklin, dopo averci lasciato qualche speranza circa il miglioramento della sua salute (le voci della sua morte ancor prima dell’annuncio ufficiale hanno fatto il giro del web e del mondo).

Se n’è andata pur rimanendo sempre con noi, perché lei è entrata nelle case e nei cuori di tutti con l’allegria e la grinta di Think, uscita nel 1968 ma poi ripresa, rilanciata e fatta amare ancor di più dal film Blues Brothers, o con il cuore di (You Make Me Feel Like) a Natural Woman e di Respect. E solo per citarne alcune, facendo uno ‘sgarbo’ alle altre.

E’ stato un cancro al pancreas, diagnosticato nel 2010, a portarsi via Aretha Franklin, nella sua casa di Detroit, a 76 anni. A darne notizia i suoi familiari con una nota. Dopo giorni in cui si era sparsa la voce circa un peggioramento delle sue condizioni di salute, la famiglia aveva prima chiesto di pregare per lei, sperando in un miracolo, per poi dare notizia, con un comunicato, della scomparsa della Regina del Soul: “È con tristezza che annunciamo la morte di Aretha Louise Franklin, la regina del soul. In uno dei momenti più bui delle nostre vite, non riusciamo a trovare parole appropriate per esprimere il dolore del nostro cuore. Abbiamo perso la matriarca e la roccia della nostra famiglia. L’amore che aveva per i suoi figli, nipoti e cugini non aveva confini”.

Come pure l’amore dei suoi fan per lei: “Incredibile l’amore e il sostegno” che sono arrivati “una volta circolate le voci del peggioramento delle sue condizioni”.

 

Aretha Louise Franklin era nata a Memphis il 25 marzo del 1942.  Il padre era un predicatore battista famoso a livello nazionale, la madre una cantante gospel: il matrimonio però alla fine naufragò e la madre andò via di casa quando la figlia Aretha aveva sei anni.

Le sorelle Franklin cantavano nel coro mentre Aretha suonava anche il piano durante le funzioni religiose. Aretha mostrò passione per il gospel e grande determinazione nel voler entrare nel mondo della musica come professionista.

Appena quattordicenne, seguì il padre che compiva un viaggio di predicazione, portandosi dietro il proprio repertorio gospel. Negli anni cinquanta il produttore discografico Berry Gordy cercò senza successo di arruolare la cantante nella scuderia Motown ma alla fine decise di legarsi alla Columbia. Nei primi anni sessanta riuscì a portare al successo alcuni 45 giri, tra i quali Rock-a-bye Your Baby with a Dixie Melody. 

Tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta sono incredibili, per qualità e quantità, i suoi dischi che scalano le classifiche Usa. Tra gli altri, indimenticabili sono alcune cover dei Beatles (Eleanor Rigby), The Band (The Weight), Simon & Garfunkel (Bridge over Troubled Water)[20], Sam Cooke e dei The Drifters.
 
Detiene inoltre il record di numero 1 nella classifica americana R’n’B (18) e ha raggiunto due volte la prima posizione della classifica Billboard Hot 100.
Oltre a Respect, tra i singoli di successo di quegli anni si ricordano Chain of Fools, (You Make Me Feel Like) A Natural Woman, Think e Baby I Love You. 

Sono ben ventuno i Grammy vinti da Aretha, addirittura otto dei quali vinti consecutivamente nella stessa categoria dal 1968 al 1975. Ad ulteriore riconoscimento delle sue indiscusse qualità artistiche, della sua voce unica, per lo stato del Michigan “una meraviglia della natura”, il 3 gennaio del 1987 è stata la prima donna a entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame.

 E’ solo un arrivederci, perché chiunque avrà voglia di emozionarsi con la tua voce e la tua musica potrà mettere un cd, un album e…

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