Modestamente John Lee Hooker: Buon Compleanno al bluesman per eccellenza

Modestamente Hooker: “Eric Clapton, John Mayall: loro hanno reso il blues una cosa importante. In Inghilterra lo hanno reso grande per poi riportarlo così negli Stati Uniti”. Modestamente John Lee Hooker, uno che il blues lo ha preso per mano, modellato, amato, esaltato. Eppure, capace di esaltare meriti altrui, senza pensare ai propri.

In una rara quanto avvincente intervista rilasciata pochi anni prima di morire, definì la sua voce “un po’ addolcita”: era il 1996 e di vecchi grandi bluesman, contemporanei di Chicago e Mississipi “siamo rimasti solo io e BB King”. 

 

 

Proprio in quell’occasione esaltò i meriti di artisti come Clapton, Mayall e altri nati in Inghilterra “per aver reso il blues come un qualcosa di importante”. Una valutazione che negli Stati Uniti evidentemente non approvavano: “La gente non voleva accettarlo”, era stato il suo pensiero, “in origine era la nostra musica ma furono quelli in Inghilterra a rendere grande il blues per poi riportarlo negli Stati Uniti”.

Oggi John Lee Hooker avrebbe soffiato su 101 candeline, essendo nato il  22 agosto 1917 nella contea di Cohaoma, nei pressi di Clarksdale, nel Mississippi.

Indiscutibilmente straordinario il suo stile, quel ‘parlato’, Talking blues, che lo ha reso unico, insieme al boogie ostinato, divenuti le sue prerogative caratteristiche. La sua musica, da un punto di vista della ritmica, è libera, come da tradizione comune ai primi blues acustici dei musicisti provenienti dall’area del cosiddetto Delta del Mississippi.
 

John Lee Hooker ha inciso oltre 100 album. Tra i vari riconoscimenti: una stella nella Hollywood Walk of Fame e, nel 1991, l’inclusione nell’elenco della Rock and Roll Hall of Fame; due sue canzoni, Boom Boom e Boogie Chillen, figurano rispettivamente nelle classifiche The Rock and Roll Hall of Fame’s 500 Songs that Shaped Rock and Roll e Songs of the Century.
Incredibile quanto straordinaria la serie di collaborazioni con altri grandissimi artisti, non necessariamente bluesman, nella sua lunghissima ed inimitabile carriera.

Nel 1959 il suo primo album, ‘Folk Blues’, mentre ‘Jack O’ Diamonds: The 1949 Recordings’ nel 2004 è stato l’ultimo.
Nel 2001 la malattia, poco prima del tour europeo, e di lì a poco il decesso all’età di 83 anni. L’ultima collaborazione del bluesman americano risale proprio al 2001.  Era il 21 giugno.

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