Fotografo mancato (per fortuna), nel mito con i Pink Floyd: 10 anni senza Wright

Come fosse il lato oscuro dei Pink Floyd. Quello più discreto, intimo, complesso, nascosto. Quello che se mostrato, “mi stringerai a te comunque stanotte?”. Rick Wright era un po’ così: intimo, complesso, nascosto e oscuro che avrebbe voluto essere stretto ma che al contrario fu invece allontanato. Con Nick Mason la figura meno in mostra dei Pink Floyd, anche lui vissuto all’ombra delle personalità prima di Syd Barrett, più forte addirittura di Roger Waters, poi delle liti del ‘Genio creativo dei Pink Floyd’ con David Gilmour, ha fornito un contributo determinante in gran parte dei successi del gruppo: l’intro di Echoes, The Great Gig In The Sky, Us and Them, ma anche Wearing the Inside Out e Shine On You Crazy Diamond.

 

Solo a scrivere i titoli di certi pezzi vengono i brividi, parliamo di mezzo secolo di storia della musica, inimitabile.

Eppure… Sarebbe bastato poco: poco riscontro da parte del pubblico, poco gradimento, pochi album venduti. Perché il futuro di Wright sarebbe cambiato: “Se la band non ce l’avesse fatta, probabilmente sarei stato un fotografo. Essere un architetto non mi ha mai interessato”.

Già, il fotografo e neanche l’architetto. Perché comunque fosse andata, avrebbe voluto decidere lui il suo futuro. Eppure l’architettura era nel suo destino, visto che da giovanissimo si era iscritto al politecnico di Regent Street, proprio alla facoltà di architettura. Ma proprio qui aveva incontrato, conosciuto Roger Waters e Nick Mason, decidendo poi di abbandonare gli studi per seguire la sua passione per la musica.

Una passione che lo porterà a dar vita nel 1965, insieme a Syd Barrett, Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, ai Pink Floyd. Un passaggio fondamentale, vitale per chiunque avrebbe voluto e potuto far musica. L’amato/tormentato vissuto nella band ha avuto fasi più o meno belle, più o meno positive per Wright: dai primi album ai primi attriti con Waters fino all’esclusione dal gruppo alla vigilia di The Final Cut (pure da The Wall, rimase come turnista per il tour). Fino al rientro grazie a David Gilmour, leader del gruppo dopo l’addio di Waters, da A Momentary Lapse of ReasonLo scorso mese di luglio Wright avrebbe compiuto 75 anni

Per quanto riguarda il suo periodo da solista, incoraggiato dal decisivo contributo fornito a The Division Bell, nel 1996 Wright pubblica il suo terzo album al di fuori della band, Broken China, forse quello di maggiore successo di Wright. L’album, infatti, non ha avuto successo commerciale ma è stato rivalutato nel tempo, tanto che un brano di quest’album è stato inserito nella scaletta dei pochi concerti di David Gilmour del 2001-2002.

Proprio con Gilmour il rapporto è stato molto forte, molto stretto tanto che dalla sua morte, proprio il chitarrista ha annunciato che non avrebbe mai più riproposto dal vivo ‘Echoes’, quasi un colloquio a due tra il tastierista e il chitarrista: “Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico”.

E sì, perché Wright 10 anni fa ci ha lasciato. Richard Wright è morto il 15 settembre 2008, dopo una breve lotta contro un cancro. Ma la sua musica lo ha fatto entrare nella leggenda con iPink Floyd, rendendolo eterno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *