Sognando ‘The King’ Elvis, Buon Compleanno a ‘The Boss’ Bruce Springsteen

Love Me Tender, Heartbreak Hotel, Hound Dog, All Shook Up. Se dagli Anni 50 in poi abbiamo potuto conoscere e apprezzare il rock il merito va indiscutibilmente a Elvis Presley.

Una figura quasi mitologica nella storia della musica, una sorta di dio capace di rompere gli schemi, di capovolgere mondi fino ad allora chiusi, bloccati, fermi e incapaci di vedere oltre il proprio naso.

Impossibile non pensare, non conoscere o negare di aver mai sentito anche uno solo dei suoi successi: chi non ha mai ballato sulle note di  Jailhouse Rock o di That’s All Right, Mama o non ha sognato ad occhi aperti sulle note di Love Me Tender?

E, soprattutto, chi non ha mai immaginato, per una volta, di essere Elvis, anche solo per una notta o un minuto? Probabilmente tanti, tantissimi.

E tra questi un giovanissimo americano: lui che sognava il re del Rock, ‘The King’, oggi è diventato ‘The Boss’.

Già, Bruce Springsteen. Un altro dono di Elvis, in questo non cercato, ma venuto fuori così, per quaso quanto inevitabilmente, sull’onda lunga della sua incredibile musica.

Proprio Elvis, sia benedetto per questo, è stato il motivo, la scintilla, la causa, il merito che ha spinto quel piccolo bambino di appena sette anni, figlio di un’italiana, la napoletana Adele e di Douglas Frederick, ad avvicinarsi alla musica.

E oggi Bruce Frederick Joseph Springsteen, dall’alto della sua eterna giovinezza, festeggia i suoi primi 69 anni. 

Nato a Long Branch il 23 settembre 1949, supportato da quel grandissimo gruppo che è la E Street Band, in oltre quarant’anni di carriera ha messo insieme numeri incredibili, destinati ovviamente a crescere ancora, a moltiplicarsi all’infinito: ad oggi ha venduto almeno 65 milioni di dischi sono negli States e, secondo alcune stime, circa 120 milioni nel mondo.

Tanti riconoscimenti ottenuti, tra cui venti Grammy e un Oscar.

Banalmente, ricordiamo fra i suoi album di maggior successo Born to Run, Darkness on the Edge of Town, The River e Born in the U.S.A..

E senza dimenticare canzoni come  Streets of Philadelphia, scritta per il film Philadelphia di Jonathan Demme, che valse a Springsteen l’Oscar alla migliore canzone. Oppure  Springsteen l’album da solista, acustico, The Ghost of Tom Joad, che fu distribuito nel novembre del 1995. Un capolavoro dietro l’altro, i primi di una lunga serie.

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