Una scatola di sigari e un elastico: il mito di Jimi Hendrix stava nascendo

Una scatola da sigari, un elastico e il più grande chitarrista che la storia ricordi. Sembrano concetti presi alla rinfusa e messi insieme senza alcun senso. Niente di più falso. Perché fu proprio utilizzando questi elementi che un piccolo Johnny Allen Hendrix, poi diventato James Marshall Hendrix si costruì la sua prima chitarra.

E proprio oggi, 76 anni fa, nasceva quello che sarebbe diventato il più grande e influente chitarrista della storia. James Marshall ‘Jimi’ Hendrix nasce a Seattle il 27 novembre 1942.

La sua musica arrivò in quegli anni sconquassando tutto quello che era precostituito, preconfezionato.
Due sue esibizioni, in particolare, sono entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo: il suo esordio al festival di Monterey del 1967, in cui concluse la performance dando fuoco alla sua chitarra davanti ad un pubblico allibito, e la chiusura del festival di Woodstock del 1969, durante la quale, con dissacrante visionarietà artistica, reinterpretò l’inno nazionale statunitense in modo provocatoriamente distorto e cacofonico che lui, però, definì bellissimo. Ciò inoltre fece di lui uno dei maggiori critici riguardo alla guerra del Vietnam.

La chitarra data alle fiamme, accordi e modo di suonare mai visti prima, pezzi reinterpretati a modo suo. Nulla di scontato, eppure aveva una visione e una speranza concettualmente opposte rispetto alla sua musica: “Vorrei semplicemente che la gente si liberasse la mente da tutte le preoccupazioni; oggigiorno ci sono fin troppe canzoni impegnate”.

Leggerezza e mente libera, concetti apparentemente difficili da accostare ad Hendrix, alla sua musica. Eppure…”Vorrei semplicemente che la gente si liberasse la mente da tutte le preoccupazioni; oggigiorno ci sono fin troppe canzoni impegnate. La musica è diventata troppo coinvolta in altre questioni. E’ insopportabile… E allora, quando la vita si fa troppo difficile, io sono l’elio, uno dei gas più leggeri che si conoscano…”.

Catalogare Hendrix dal punto di vista del genere musicale è quantomai arduo, complicato.

Dal rock al blues, nei pochi anni di vita e di carriera (se n’è andato a 27 anni e con appena 4 album lasciati in dono agli appassionati di tutto il mondo) Jimi ha lasciato il segno ovunque. E con Are You Experienced, il suo album d’esordio pubblicato nel 1967 si dice abbia dato il via pure alla musica psichedelica: “Ah, ah… lo scienziato pazzo! Ho riascoltato Are You? E ho avuto l’impressione che dovevo essere stato sotto l’effetto di qualcosa per poter cantare roba simile”, dirà in una intervista rilasciata l’11 settembre del 1970 a Keith Altham, al Cumberland Hotel di Londra, poche settimane prima della sua scomparsa e rilanciata da jimihendrixitalia.com.

E sentendo l’album si disse: “‘”Accidenti, chissà dove avevo la testa quando ho detto tutte queste cose?’. Non mi pare proprio che sia quella l’invenzione della musica psichedelica, io stavo solo esprimendo gli interrogativi che sentivo dentro di me. Nel mio modo di comporre le canzoni queste domande prendono la forma di un conflitto tra la realtà e la fantasia, lo uso la fantasia per mettere in luce i diversi aspetti della realtà”.

Secondo la classifica del 2011 di Rolling Stone, Hendrix è stato il più grande chitarrista di tutti i tempi. Si trova infatti al primo posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone, precedendo Eric Clapton e Jimmy Page.

Hendrix formò il suo primo gruppo nel 1966, ‘Jimmy James and The Blue Flames’. Ma il passaggio importantissimo per la sua carriera è stata la conoscenza con Frank Zappa. E leggenda vuole che fu proprio Zappa ad istruire Hendrix sulle prospettive offerte da un effetto per chitarra di nuova produzione destinato a diventare famoso: il wah wah.

E sempre nel 1966 avviene l’incontro fondamentale. Dopo due andati male, riesce a incontrare Chas Chandler, all’epoca ancora bassista degli Animals.  Da quì, compreso il trasferimento a Londra, dove avrebbe voluto incontrare Eric Clapton, uno dei suoi artisti preferiti, il via ad una carriera brevissima quanto intensa che regalarono al mondo 4 album che avrebbero segnato in modo decisivo la storia della musica.
Il rimpianto per un addio arrivato veramente troppo presto, una morte ancora oggi per certi versi misteriosa quanto difficile da accettare.

Discografia:

1967 – Are You Experienced
1967 – Axis: Bold as Love
1968 – Electric Ladyland
1970 – Band of Gypsys

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