Una frase, uno scatto d’ira, un album Leggendario: Auguri, THE WALL

Ci sono citazioni, frasi, concetti di film che indiscutibilmente restano nella storia. Che lette o ascoltate ti rimandano a questa o a quella scena di un film. Seppur lontano nel tempo, Casablanca è un famosissimo film del 1942 interpretato da Humphrey Bogart e soprattutto da Ingrid Bergman che ad un certo punto, rivolgendosi ad un pianista, dice: “Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa”.

Un invito, positivo. Certo, artefatto perché all’interno di un film. E soprattutto in un contesto favorevole. Cambiando completamente scenario, ma partendo da una semplice frase, da un auspicio detto però in un contesto forse sbagliato, 39 anni fa è nato uno degli album più famosi e importanti della storia della musica. Era il 30 novembre del 1979.

“Suona ‘Careful With That Axe Eugene’, Roger”. L’invito di quel giovane fan (presumibilmente canadese, si era a Montreal) Roger Waters, i Pink Floyd e oggi milioni di fan non lo dimenticheranno facilmente. Per non dire mai. La storia è nota a tutti (i fan). Il tour è quello di Animals, i Pink Floyd sono sul palco dell’Olympic Stadium di Montreal, un gigantesco impianto sportivo. Sotto il palco, tra il pubblico più vicino c’era un gruppetto di fan decisamente eccitato. Soprattutto uno, decisamente il più chiassoso, ad un certo punto iniziò a gridare “Suona ‘Careful With That Axe Eugene’, Roger”.

La canzone non partì, come fece Sam in Casablanca. Anzi. Il nervosismo salì vorticosamente, David Gilmour irritato, si rifiutò di partecipare al bis. Quella fu la scintilla che fece scoppiare letteralmente Waters, che perse la pazienza e sputò in faccia al ragazzo.

Ma, guardando il lato positivo, fu l’episodio che mise “in moto la mente creativa di Roger, che ideò l’abbozzo di uno spettacolo costruito sul concetto di un pubblico separato sia fisicamente che mentalmente dai propri idoli”, come ricorda Nick Mason in ‘Inside Out’, l’unica autobiografia ufficiale dei Pink Floyd. Stava nascendo The Wall.

Un album storico, pieno di esperimenti, un album nato su stimolo di Waters ma scelto democraticamente da tutta la band: dopo aver messo insieme il materiale, questo e quello di The Pros And Cons Of Hitch-Hiking, il gruppo optò per il primo perché “ci sembrava meglio lasciare che Roger lo realizzasse per conto suo”, ricorda ancora Mason. Un album incredibile, ancora oggi attuale, studiato, riproposto, analizzato, quasi rivoltato come un calzino da generazioni di musicisti a venire. Eppure, paradossalmente, fu pure l’inizio della fine dei Pink Floyd di Waters e Gilmour. Roger, che compose la quasi totalità del materiale, cacciò Rick Wright con cui era in perenne conflitto. E non solo. Il gruppo, ricorda ancora Mason, non si presentò nel modo migliore alle cinque serate dell’Earls Court nel giugno 1981. Era uno spettacolo “perfettamente collaudato”, per quelle che “sarebbero state le ultime volte in cui io, Roger, Dave e Rick avremmo suonato assieme per quasi un quarto di secolo”.

Ormai i rapporti all’interno del gruppo erano andati in frantumi: “Le cose si erano deteriorate ulteriormente rispetto al periodo delle registrazioni. Nel backstage dell’Earls Court ogni membro della band aveva un camerino prefabbricato individuale. Quello di Roger e quello di Rick erano entrambi montati con la porta s’ apriva sul lato opposto rispetto allo spazio comune. Mi pare addirittura che organizzassimo party separati dopo lo show, evitando accuratamente di invitarci l’un l’altro”.

Un album che contribuì ulteriormente a consolidare la fama dei Pink Floyd, ma che allo stesso tempo diede un colpo decisivo a basi apparentemente solide, nato nel 1965. The Wall è l’undicesimo album in studio ed è un’opera che racconta la storia di Pink, che si ‘divide’ tra Roger Waters e in parte Syd Barrett, ovvero una rockstar che, a causa di una serie di traumi psicologici, arriva a costruirsi un ‘muro’ mentale attorno ai propri sentimenti dietro al quale si isola. Pezzi come Another Brick in the Wall Part 2, Mother, Hey You, Comfortably Numb, Run Like Hell regalano ancora oggi l’emozione perfetta. Unica perché inimitabile. Auguri, Capolavoro.

Tracce:

Disco 1: Lato A In the Flesh? – 3:19 The Thin Ice – 2:28 Another Brick in the Wall Part 1 – 3:10 The Happiest Days of Our Lives – 1:50 Another Brick in the Wall Part 2 – 3:59 Mother – 5:32 Lato B Goodbye Blue Sky – 2:48 Empty Spaces – 2:07 Young Lust – 3:31 (Roger Waters, David Gilmour) One of My Turns – 3:36 Don’t Leave Me Now – 4:16 Another Brick in the Wall Part 3 – 1:14 Goodbye Cruel World – 1:14

Disco 2: Lato A Hey You – 4:41 Is There Anybody Out There? – 2:40 Nobody Home – 3:25 Vera – 1:33 Bring the Boys Back Home – 0:50 Comfortably Numb – 6:49 (David Gilmour, Roger Waters) Lato B The Show Must Go On – 1:36 In the Flesh – 4:16 Run Like Hell – 4:22 (David Gilmour, Roger Waters) Waiting for the Worms – 3:58 Stop – 0:30 The Trial – 5:19 (Roger Waters, Bob Ezrin) Outside the Wall – 1:42

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